Il Grande Fratello cinese

Pena di morte per spacciatori, giocatori d’azzardo e ladri, carcere per i cristiani della chiesa "non ufficiale" (quella riconosciuta dal Vaticano), sterilizzazioni forzate e aborti imposti fino al nono mese, neonati -soprattutto femmine- buttati morti per strada sotto l’indifferenza dei passanti, multe salatissime per chi ha più di un figlio, e adesso anche il no a Topolino&co.

Un "olocausto di milioni di bambini" -come è stato definito da alcuni giornalisti- che non solo colpisce embrioni e feti che non hanno, proprio come i loro genitori, nemmeno la voce per gridare aiuto, ma condanna i più deboli e più indifesi -i bambini appunto- a un internamento, un vero e proprio "ghetto mentale": no ai cartoons.


E’ questa la nuova trovata del Grande Fratello cinese che tutto vede e tutto controlla,
proprio come aveva intuito Orwell. La "scusa" è quella di "favorire l’industria locale", soprattutto in vista delle attesissime Olimpiadi e della famosa campagna di moralizzazione.

Ma come non vedere dietro questo attegiamentol’occhio attento e vigile dello stato che, proprio come una telecamera, spia nelle vite dei cittadini, anche negli aspetti più intimi e privati? Non a caso, come registra un articolo de Il Sole 24 ore, "il governo cinese ha costruito un suo speciale sistema di accesso a internet, che consente ai cittadini della Repubblica Popolare di consultare solo quella parte della rete internazionale che non disturba il regime con informazioni politicamente imbarazzanti", e non a caso la Bibbia è stata inserita tra gli "oggetti pericolosi" nel Villaggio Olimpico.

In un momento di apertura all’occidente, su un piano del tutto nuovo per gli "occhi a mandorla" (non si parla infatti di mercato!), la possibilità di conoscere, informarsi, venire a contatto con culture diverse dalla propria -considerata, in un atteggiamento del tutto etnocentrico, la migliore e l’unica- è un rischio che il governo non può correre.

Il cittadino infatti, in quanto uomo, sente dentro sè la necessità di essere libero, aspira, per sua natura, ad una vita migliore, colorta, con Topolino, Minnie, Paperino, Pippo a fargi compagnia; vuole avere la possibilità di scegliere se costrursi una famiglia e con quanti figli, di scegliere il credo da professare senza rischiare la prigione, o peggio, come accade, la morte.

Chissà per quanto ancora tutto questo resterà un’utopia, un sogno proibito.