Il Lupo, Luciano Liboni rivive al cinema

Liberamente ispirato agli ultimi giorni della vita di Luciano Liboni, il bandito soprannominato Il Lupo che nel 2004 per due mesi beffò le forze dell’ordine prima di essere ucciso in mezzo alla strada, arriva nei cinema Il Lupo di Stefano Calvagna.

Interpretato da Massimo Bonetti, Enrico Montesano, Antonella Ponziani, Marco Petrini e Maurizio Mattioli.

Il protagonista de Il Lupo é Franco (Massimo Bonetti), un ragazzo la cui adolescenza viene segnata dalla morte del padre; solo la sorella riesce a capirlo  sarà lei insieme ad un amico d’infanzia di Franco ad aiutarlo durante il periodo di latitanza dopo aver ucciso un carabiniere.

“Ammetto di aver romanzato la parte finale”
, ha spiegato il regista. “Ma non volevo fare di Liboni un eroe e neppure demonizzarlo. È stato vittima di una spietata caccia all’uomo. Ma nell’Italia dell’indulto e senza pena di morte, credo Liboni andasse riabilitato. La sua fine dà l’impressione di una esecuzione, se Liboni avesse sparato al figlio di un idraulico, anziché al figlio di un carabiniere, oggi sarebbe espatriato”.

Quanto alla scelta del nome, Franco Scattoni, Calvagna ha spiegato: “non potevo chiamarlo Liboni. Se un famigliare si appella all’articolo 700, il film rischia il blocco. Così io mi sono liberamente ispirato. Prima di girare il film mi sono documentato e parlato molto con Mauro, migliore amico del Lupo, chiamato così perché amava molto disegnare ed identificarsi in quell’animale”.

Una testimonianza forte, quella di Calvagna, che ha aggiunto: “ho parlato con la gente del Pigneto (un quartiere di Roma, ndr) dove il Lupo comprava il giornale o il latte e nessuno mi ha detto che, almeno apparentemente Liboni era una cattiva persona. Ora noi tutti sappiamo quello che è la realtà dei fatti e la sua follia dell’epilogo ma volevo dare uno sguardo anche all’altro lato della medaglia, l’infanzia difficile, l’epilessia e il colpo con il calcio della pistola alla tempia quando era sulla barella nell’ambulanza agonizzante”.

“Non si può lavare sangue con altro sangue; mi ha dato fastidio anche vedere Saddam impiccato, sono contro la pena di morte e non vedo differenza tra un ago che entra nella carne di un condannnato e la pallottola che ha ucciso Liboni”
, ha aggiunto Massimo Bonetti, che interpreta Il Lupo.

Polemiche assicurate per un film che pone interrogativi e che cerca di raccontare le istituzioni italiani e le loro contraddizioni.