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14 Dec

Il prossimo tuo, trailer e recensione

19 giugno 2009
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Arriva nei cinema italiani oggi Il prossimo tuo un film di Anne Riitta Ciccone che si snoda in tre luoghi diversi raccontando la storia di tre persone apparentemente lontane ma in realtà vicine.

Roma, Parigi, Helsinki. Tre storie di persone che per diversi motivi hanno
paura degli altri.

L’altro, il vicino è fonte di ansia e di disturbo per Maddalena, Jean Paul ed
Eeva, così anche per la piccola Elèna che vive a Roma ma la cui famiglia è extracomunitaria, per il professor Usko che non si è mai spostato dalla Finlandia e che è stupito e preoccupato dalla velocità con cui cambiano i tempi e la sempre maggiore mescolanza delle genti e delle lingue.

Eeva (Laura Malmivaara) è una hostess di terra che vive vicino ad Helsinki e che tenta di allontanare gli altri, pensando di poter controllare la realtà, ma accanto alla sua nuova casa vive Usko (Sulevi Peltola) che cerca di richiamarla a un rapporto umano.

Jean Paul (Jean-Hugues Anglade) è un giornalista che vive a Parigi e che affronta lo shock post traumatico seguito al suo essere sfuggito per pura casualità ad un attentato che ha visto morire tutti i suoi colleghi, in
un luogo di guerra. Un uomo che ha quasi paura del suo essere vivo e dei pericoli che possono nascondersi dietro l’angolo, incapace ormai di rapporti umani sani, rifiuta l’amore della giovane compagna Caroline (Diane Fleri), vive male il rapporto con i figli, a causa di un conflitto irrisisolvibile con la ex moglie Sabine.

Maddalena (Maya Sansa) vive a Roma, è una giovane pittrice che non crede più nelle persone e nei sentimenti, che si rifugia nella propria arte, ma che incontrando la giovane Elèna, piccola straniera piena di talento e sogni, trova qualcuno di cui occuparsi.

In un clima generale di sospetto, aggrappandosi alla carnalità del sesso inteso quasi come un’ossessione rifugiandosi tra le quattro pareti di casa per paura della violenza, i protagonisti de Il Prossimo tuo vivono storie apparentemente lontane ma con punti di contatto che illustrano un’umanità piena di differenze ma talmente uguali nel sentire da fare apparire le loro storie parallele, quasi complementari.

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