Il resto della notte: la paura del diverso

Francesco Munzi, già vincitore del premio come Migliore Opera Prima al Festival di Venezia del 2004 per Saimir, torna con una storia che racconta i rapporti di convivenza dell’Italia del Nord-Est con gli immigrati dell’Est Europa.

La moglie di un industriale di provincia, Silvana, sofferente da tempo di disturbi nervosi, si convince che la giovane domestica rumena, Maria, sia responsabile della sparizione di alcuni oggetti preziosi nella propria casa. Senza alcuna prova, contro la volontà del marito Giovanni e soprattutto della giovane figlia Anna, la donna decide di licenziare su due piedi la giovane.

Maria, dopo un inutile e disperato vagabondare, decide di tornare in casa del suo ex fidanzato, Ionut: l’uomo è da poco uscito di galera e ora condivide un poverissimo appartamento di ringhiera col fratello minore adolescente Victor.

Tra Ionut e Maria rinasce una passione che sembrava sopita da tempo ma i giovani amanti sono i primi ad accorgersi che gli equilibri familiari sono cambiati: Victor guarda con sospetto la neo arrivata Maria, considerandola inaffidabile e dannosa per la serenità del fratello, celando dietro atteggiamenti infantili, una gelosia quasi morbosa per Ionut, accresciuta dalla recente scomparsa della madre.

Ionut intanto ha cominciato a frequentare Marco Rancalli, un giovane cocainomane, con cui condivide un giro di piccola malavita; Marco a sua volta ha una storia difficile alle spalle, un figlio di otto anni Luca, affidato da molti anni alla ex-moglie.

Quando la donna, esasperata per il suo comportamento incosciente e pericoloso, decide di togliergli la possibilità di vedere il figlio, l’aggressività dell’uomo raggiunge livelli di guardia.

La famiglia dell’industriale da cui è partita la storia, e le ricchezze della loro casa, diventano ora l’obiettivo primario di questa banda di disperati: gli equilibri emotivi dei personaggi già molto precari, cominciano ad incrinarsi, facendo precipitare gli eventi verso un tragico epilogo.

"E’ un film sulla paura, quella irrazionale, che nasce dall’interno quando non si è in pace con se stessi, quando si sta sbagliando tutto. Ma c’è anche una paura concreta, reale, quella dell’altro: quella che nasce dalle troppe differenze, quando non c’è giustizia e si è in pericolo, sempre", dice il regista il quale aggiunge: "che dovesse essere una storia ambientata nel Nord-Italia di questi anni era una sensazione che avevo fin da quando ho cominciato a scrivere le prime righe del soggetto. Mi sembrava che in quelle regioni le contraddizioni del nostro paese fossero più acute, più chiare, i contrasti più accesi ed espressivi. Alla base c’era un’idea, una vicenda, alcuni personaggi ed una gran voglia di partire da spunti documentaristici. Volevo ispirarmi ad uno dei tanti casi di cronaca nera che condannano il nostro paese, una rapina in una villa e attraverso un solido intreccio narrativo, raccontare in maniera alternata le vite dei rapinatori e quelle delle vittime, lungo le giornate precedenti il crimine. Il desiderio era di costruire personaggi lontanissimi per carattere, ceto, nazionalità e fare con loro un viaggio metaforico nel nostro paese di questi anni".

Il resto della notte è interpretato da Sandra Ceccarelli, Aurélien Recoing, Stefano Cassetti, Laura Vasiliu, Victor Cosma, Constantin Lupescu, Veronica Besa e con la partecipazione di Valentina Cervi.