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13 Dec

Il tedesco ‘Wetlands’ dà scandalo a Locarno per le scene di sesso

LaRedazione
12 agosto 2013
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Il film tedesco Wetlandsscandalo a Locarno per le scene di sesso: un’opera controversa che si è immediatamente proposta tra i piatti forti della rassegna cinematografica elvetica di quest’anno, e che non ha deluso le attese con un carico di morbosità e controversie davvero notevole.

Il titolo originale della pellicola è Feuchtgebiete, ed è una sorta di romanzo formazione molto particolare, visto che lo scrigno che racchiude ricordi, sogni, speranze e paure della protagonista, è la sua vagina. L’organo genitale femminile viene dunque visto come una sorta di scatola nera, anche se poi il dipanarsi della storia mette in luce un’innocenza ed un’ingenuità dei protagonisti che fa passare in secondo piano il sesso e gli aspetti più ruvidi della vicenda, che da scabrosi diventano pian piano naif, anche se l’impatto visivo delle immagini resta particolarmente forte.

Il regista tedesco David Wnendt, giovane trentaseienne che a Locarno ha voluto portare la sua particolarissima poetica, sicuramente era consapevole di caricarsi sulle spalle l’ingrato compito di rappresentare il cosiddetto film – scandalo, che ormai sembra debba fare capolino ad ogni Festival. Tuttavia, Wetlands (letteralmente appunto ‘zone umide’) diventa un modo per scoprire la fragilità giovanile della protagonista, Helen, e non per niente è ispirato ad un libro che in patria è diventato una sorta di manifesto giovanile alternativo. Helen è figlia di genitori separati, e sta attraversando quell’età in cui la scoperta del proprio corpo, e del piacere che da esso può derivare, diventa praticamente un’ossessione.

Quella di Helen però è una vera e propria mania, tramite il sesso ed il piacere la ragazza sembra trovare la sua unica possibilità di espressione, ed arriva anche a ferirsi gravemente per esplorare gli accessi più remoti del suo fisico e della sua femminilità. Come detto Wetlands spesso finisce con lo scivolare dallo scabroso al grottesco, come ad esempio nella scena in cui l’oggetto dell’ossessione erotica della ragazza (interpretata dalla giovane ed intensa attrice Carla Juri, originaria del Canton Ticino) diventa una pizza con condimento di spinaci, sulla quale dei camerieri compiono evoluzioni imbarazzanti. Insomma, da un’idea semplice ed già utilizzata abbondantemente nel cinema come l’esplorazione del corpo, David Wnendt si prende la licenza di esagerare, di cercare quel tocco eccessivo che rende il film da erotico a splatter, così come la protagonista passa dal piacere al dolore in maniera molto repentina. Insomma, una pellicola destinata a marchiare a fuoco questa edizione del Festival di Locarno, restando sospeso tra ingenuità e sfacciataggine.

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