Il turismo sessuale in aumento tra i giovani

Sono sempre più giovani quelli che decidono di concedersi una vacanza a base di sesso e si tratta, nel complesso, di circa 80.000 italiani ogni anno che fanno questa "scelta".

Questi sono i dati forniti in un convegno sul tema (Turismo sessuale a danno dei minori: aspetti giuridici, psicologici e sociali), organizzato a Roma da Legale nel sociale un’associazione di avvocati impegnati nel terzo settore secondo cui se fino a qualche anno fa loro età media era più elevata, 30-40 anni, negli ultimi tempi si è notevolmente ridotta.

Chiaramente i dati sono solo stime in quanto il fenomeno è in gran parte sommerso e, siccome è molto diffuso, non è necessariamente associato alla  pedofilia dal momento che tra i turisti sessuali solo il 3% è pedofilo.

I turisti del sesso provenienti dall’Europa occidentale, italiano compreso, prediligono mete asiatiche e africane e il Paese dove è stimato il maggior numero di bambini vittime é la Cina (600.000) seguito da India (575.000), Messico (370.000), Thailandia (300.000), Nepal (200.000), Filippine (100.000); a differenza delle altre zone, nello Sri-Lanka (30.000), l’80% dei bambini coinvolti nello sfruttamento sessuale sono maschi.

Il turismo sessuale costa mediamente 20 dollari ma in alcuni Paesi, come il Brasile e le Filippine, le tariffe scendono a cinque dollari mentre per esempio in Thailandia si arriva anche a 40 dollari (il prezzo sale con la diminuzione dell’età richiesta) mentre nella Repubblica Domenicana si spendono al massimo 30 dollari.

Il turismo sessuale, nonostante porti ad una circolazione dei soldi, non incrementa in alcun modo l’economia locale in quanto è niente altro che l’introito per le associazioni e i singoli che gestiscono questo traffico; va detto inoltre che il mercato è aumentato in seguito all’abbassamento dei prezzi dei voli intercontinentali, all’esplosione delle offerte dei tour operator e all’offerta di pacchetti appositi che comprendono anche le prestazioni sessuali.