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17 Dec

India: vince l’industria del farmaco anti tumore low cost

Gianfranco Mingione - 1 aprile 2013
Gianfranco Mingione
1 aprile 2013
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Sì al farmaco low cost. Una buona notizia, soprattutto per chi necessita di cure e vive in condizioni economiche disagiate. La Corte Suprema indiana ha respinto il ricorso presentato dalla grande casa farmaceutica svizzera Novartis relativo al brevetto di un farmaco anti tumore low cost. L'industria locale potrà quindi produrre il Glivec come medicinale generico a basso costo, utile nella cura dei cosiddetti “brutti mali”.

La motivazione. Dopo sette anni di battaglia legale messa in moto dalla Novartis, in nome del rispetto delle leggi sulla proprietà intellettuale, la Corte ha motivato che il Glivec “non è un prodotto innovativo”, in quanto utilizza una molecola conosciuta, non rientrando di conseguenza nei criteri stabiliti per le “invenzioni”. Altro che difesa della proprietà intellettuale, per i giudici la salute viene prima di ogni cosa, prima di ogni eventuale profitto che speculi sulla salute di chi, come i malati di tumore, lottano tra la vita e la morte.

L’India nuova “farmacia dei poveri”? Secondo alcune associazioni per la difesa dei diritti umani sembra proprio di sì. Già il 5 marzo scorso il grande Paese asiatico aveva respinto il ricorso della Bayer. Il colosso farmaceutico tedesco si era appellato all’Ipab (Commissione di appello per la proprietà intellettuale) affinché venisse annullata la cessione del brevetto alla farmaceutica locale Natco Pharma in merito alla produzione del Nexavar, farmaco per la cura del tumore al fegato e ai reni. La Bayer vendeva alla modica cifra di circa 5.600 dollari 120 compresse (quantità necessaria per le terapie d’un mese), mentre la corrispettiva dose del farmaco generico proposto dalla Natco è di 175 dollari. Una lieve differenza? Non proprio.

Gianfranco Mingione

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