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17 Dec

Infertilità maschile: stress e plastica ai primi posti

LaRedazione - 23 ottobre 2009
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23 ottobre 2009
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Non bastavano lo stile di vita errato, l’inquinamento e lo stress ad aumentare l’infertilità maschile, adesso ci si mettono anche gli ftalati, che non sono extraterrestri ma componenti della plastica, e poiché la plastica occupa un posto importante nella nostra vita, il problema si fa serio.

Mandy Drake, ricercatore a capo dello studio condotto dall’Università di Edimburgo, ha spiegato che stress e ftalati contribuiscono enormemente ai problemi riproduttivi. Dal risultato dello studio è infatti emerso che la probabilità di infertilità causata dal contatto con materiali plastici aumenta addirittura già prima della nascita, all’interno dell’utero durante la gravidanza.

Uno dei fenomeni che predispone un bambino all’infertilità è la mancata discesa dei testicoli, problema che solo in Gran Bretagna colpisce sette bambini su cento, ed è probabile che tale fenomeno sia strettamente collegato all’esposizione agli ftalati.

E’ anche vero che, nonostante gli ftalati siano presenti nella plastica di cui sono composti molti degli oggetti di cui facciamo uso quotidianamente, come le tendine da doccia, i giocattoli, le carte di credito, gli involucri ed il vinile per pavimenti, è difficile che un individuo subisca una dose massiccia di ftalati.

Secondo Drake è il connubio tra ormoni dello stress e ftalati a creare il mix nocivo che influisce sulla fertilità dell’individuo.

La soluzione sarebbe allora l’eliminazione dello stress. Ma per quante ricerche e studi si possano fare in proposito, per riuscire ad eliminare lo stress presente in ognuno di noi ci vorrebbe, con molta probabilità, un miracolo!

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