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14 Dec

Intervista a Ewan McGregor su Angeli e demoni

7 maggio 2009
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Il 13 maggio uscirà nelle sale Angeli e Demoni, pellicola basata sul romanzo bestseller di Dan Brown, dove Tom Hanks torna ad intepretare il ruolo di esperto di religioni di Harvard, Robert Langdon, che ancora una volta scopre che le antiche forze non si fermano davanti a nulla, compreso l’omicidio, per raggiungere i loro scopi.

Quando Langdon scopre la rinascita dell’antico segreto della confraternita conosciuta come Gli Illuminati, la più potente organizzazione clandestina della storia, si confronta anche con la minaccia di morte dell’esistenza del segreto dell’organizzazione nemica più disprezzata: la Chiesa Cattolica.

Ewan Gordon McGregor è un attore scozzese che ha avuto successo in grandi film, ma anche in produzioni indipendenti. É principlamente conosciuto per il suo ruolo da protagonista in Trainspotting di Danny Boyle, ma anche per l’interpretazione del giovane Obi-Wan Kenobi nel prequel della trilogia di Star Wars.

In Angeli e Demoni ha interpretato il ruolo della mano destra del Papa, il Camerlengo, che detiene anche il potere del Vaticano finchè non si insedia il nuovo papa. Che cosa l’ha spinta ad accettare questo ruolo?

Da un po’ di anni avevo il desiderio di lavorare con Ron Howard.  Inizialmente avevamo parlato di un film che avrebbe voluto girare, ma che poi non si è realizzato. Poi, quando è venuto in Gran Bretagna per girare il Codice Da Vinci, l’ho incontrato qualche volta al ristorante The Wolseley’, durante il brunch della domenica. Amava portare la sua famiglia  a pranzo lì ed io facevo lo stesso. Ci siamo conosciuti e siamo diventati amici. Successivamente ho ricevuto la sceneggiatura, mi è piaciuta molto e per questo ho accettato di far parte del progetto.

Può parlarci più approfonditamente del suo personaggio, il Camerlengo Patrick McKenna?
Il Camerlengo è la mano destra del papa, e la legge Vaticana vuole che assuma il comando  quando un papa muore e prima che ne venga eletto uno nuovo. Questo film narra la vicenda a partire dal momento in cui muore il papa e dunque all’inizio io gestisco la situazione. In quel momento il vaticano è in pericolo. Al CERN hanno creato un anti-materia tenuta in sospeso in un contenitore, che viene rubato. Quando l’energia del contenitore si esaurisce c’è il pericolo che l’anti-materia si sperda e, a contatto con qualsiasi cosa, crei un’enorme esplosione o implosione (non sono unoscienziato quindi non saprei spiegare come) che distruggerebbe il Vaticano. Nello stesso momento, i quattro cardinali che sembrerebbero essere i più probabili nella successione al papa, vengono catturati ed uccisi uno dopo l’altro. Il Camerlengo fa in modo che Robert Langdon torni in Vaticano per aiutarli a risolvere gli enigmi e salvare il futuro Papa.   

Che cosa ha preferito di questo personaggio?
E’ stato piuttosto complicato interpretare questo ruolo e questo per me è sempre un divertimento. Non è un personaggio così sincero come sembra.  É difficile parlare di lui perchè non voglio rivelarvi niente a proposito del film.

Quanto ha dovuto lavorare per prepararsi a questo film?
Non più di tanto. E’ difficile cercare di essere un prete. Ho studiato alcuni materiali sulla storia del Vaticano e su come funziona. I documentari che ho dovuto vedere erano terribilmente noiosi e mi hanno quasi fatto addormentare. Ne ho visti solo un po’ ed ho cercato di lavorarci sopra. Poi ho dovuto utilizzare molta immaginazione per mettermi nei panni di qualcuno che ha trascorso la vita intera nell’ambito ecclesistico e che ha scelto di dedicare la sua esistenza alla fede.

La parte è stata un’occasione per avvicinarsi alla sua dimensione religiosa?
Non ho mai avuto un’educazione religiosa quindi in questo senso non mi sono riavvicinato a niente. Ma riesco ad immamginare che cosa sia la fede e quanto possa essere importante per le persone. Credo che, come attori, noi ci ispiriamo sempre a qualcosa nel profondo di noi. Non c’è nessun altro posto da cui traiamo l’ispirazione se non dalle nostre esperienze di esseri umani. Non avevo alcuna esperienza nell’ambito della religione cattolica, quindi ho dovuto immaginarla. C’era un prete sul set per aiutarci con qualsiasi tipo di problema tecnico, quando dovevamo recitare scene di cerimonie religiose, come quella del funerale del papa, all’inizio del film. Era lì per assicurarsi che quello che stavamo facendo era tecnicamente corretto.

Anche lei è un fan del libro “Angeli e Demoni”?
Ho letto il libro dopo aver letto la sceneggiatura, quindi ho adottato un approccio differente: ho voluto leggerlo per avere una piena consapevolezza del personaggio che avrei interpretato, non per il semplice piacere di leggerlo. L’ho fatto per lavoro, ma comunque mi è piaciuto molto.

Come definirebbe lo stile di Ron Howard come regista, comparandolo a quello di altri registi con cui ha lavorato, come per esempio Danny Boyle o Woody Allen?
I registi sono tutti unici nel loro genere. Non hanno l’opportunità di lavorare a stretto contatto con altri registi. Gli attori lavorano sempre a fianco di altri attori e quindi possono imparare e ispirarsi tra di loro. Mentre i registi sono sempre da soli sul set.
Ron è un regista intelligente, molto competente a livello tecnico. Ha un bel rapporto con gli attori, perchè è stato lui stesso un attore, e quindi è in grado di immedesimarsi nelle scene da girare. La maggior parte dei registi ti dice come loro vorrebbero quella scena, non come tu la puoi interpretare. Mentre Ron sa perfettamente come tu puoi immedesimarti perchè ha fatto questo lavoro precedentemente.

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