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1973/2013: 40 anni di codici a barre

Gianfranco Mingione - 3 aprile 2013
Gianfranco Mingione
3 aprile 2013
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Un codice molto battuto. Un’invenzione importante per il commercio che, ad oggi, è stata adottata da quasi 2 milioni di imprese. Realizzato dall’organizzazione mondiale Gs1, il codice a barre fa il suo ingresso in Italia tra il 1977 e il 1978: una novità che, ormai da quarant'anni, identifica i prodotti, e che viene "passato" dalle casse del mondo 5 miliardi di volte al giorno.

Il primo prodotto passato in cassa. È il 26 giugno 1974 che viene utilizzato per la prima volta il codice, più precisamente alla cassa di un supermercato di Troy, nell’Ohio (Usa). La cassiera Sharon Buchanan entra nella storia del commercio facendo scorrere il primo prodotto “barrato”: un pacchetto di gomme da masticare Wrigley.

Un beep tutto italiano. Si deve all’azienda italiana Datalogic il caratteristico beep: “L’azienda che ha permesso di ottenere il primo caratteristico rumore riconosciuto mondialmente come “beep” della lettura del codice a barre, è italiana: Datalogic. Ed è questo primo “beep” che permette oggi a Datalogic di poter affermare di essere stata pioniere nel mercato della raccolta automatica dei dati e di essere oggi, riconosciuto leader di mercato” (Fonte Milano Finanza).

Grazie al codice a barre sia le aziende, sia i consumatori hanno conquistato una serie di benefici come la riduzione delle code e degli errori in cassa, o il monitoraggio dei prodotti e dei flussi di vendita. Una carta d’identità dei prodotti che ci informa sul Paese di provenienza, numero di lotto, data di scadenza. Un’invenzione che ha semplificato la vita di tutti i giorni.

Gianfranco Mingione

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