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13 Dec

Io, Don Giovanni di Carlos Saura: recensione

21 ottobre 2009
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Era atteso, molto atteso, Carlos Saura a Roma per presentare il suo ultimo film Io, Don Giovanni che però ha ricevuto applausi tiepidi a causa probabilmente di una pesantezza intrinseca al film.

Elogi invece, in conferenza stampa per il premio Oscar Vittorio Storaro, direttore della fotografia, che ha saputo ricreare pienamente l’atmosfera della Venezia del 1763.

In Io, Don Giovanni Carlos Saura narra la storia dello scrittore Lorenzo Da Ponte ex sacerdote che conduce una vita dissoluta ed è costretto all’esilio a Vienna; aiutato dall’amico e mentore Giacomo Casanova (Tobias Moretti), Da Ponte conosce Salieri (Ennio Fantastichini), il compositore preferito dal Re, e un nuovo arrivato chiamato Wolfgang Amadeus Mozart (Lino Guanciale).

Alla ricerca di un’opportunità per ostacolare l’ascesa di Mozart, Salieri convince Mozart ad assumere come librettista lo sconosciuto libertino.

L’irrequietezza erotico-sentimentale di Da Ponte a Vienna alimenteranno la sua ispirazione dando origine ad una delle più audaci e potenti composizioni mozartiane: il Don Giovanni.

La pellicola, che uscirà nelle sale il 23 ottobre, rappresenta l’ultimo lavoro di un regista esperto di film musicali, già premiato a Cannes nel 1983 con Carmen Story e candidato all’Oscar come miglior film straniero tre volte, l’ultima delle quali nel 1999 con Tango.

"Il personaggio di Mozart, così come quello di Don Giovanni, è ovviamente frutto della mia visione personale"
, ha detto Saura in conferenza stampa. "I fatti sono quelli, ma ho cercato di non essere troppo rigoroso dal punto di vista storico, mi sono concesso qualche libertà perché penso che ogni film sia una sorta di avventura personale".

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