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18 Dec

Io sono l’amore, recensione

dgmag - 19 marzo 2010
19 marzo 2010
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E’ stato presentato fuori concorso ieri a Venezia il nuovo film di Luca Guadagnino, Io sono l’amore, con Tilda Swinton e Alba Rohrwacher.

Distribuito da Mikado, Io sono l’amore racconta la storia della famiglia altoborghese, milanese, dei Recchi che si muove tra freddezza, senso del dovere e impossibilità a lasciarsi andare.

Emma (Tilda Swinton) e Tancredi, i loro figli, Elisabetta (Alba Rohrwacher), Edoardo, Gianluca, i compagni e promessi sposi, i nonni, la genealogia e le future generazioni celebrano, tra le camere e i corridoi, i giardini innevati, le grandi cucine di Villa Recchi, passaggi di consegne, avvicendamenti alla guida dell’impresa strategie familiari e consolidamenti.

Consolidamenti progressivi di ruoli sempre più raggelati dalla consapevolezza della classe di appartenenza, la grande borghesia industriale lombarda.

Estraneo a tutto questo mondo è Antonio (Pippo Delbono), giovane cuoco poco avvezzo al compromesso, che condensa emozioni in piatti che non hanno diritto di cittadinanza nella trattoria di famiglia.

Emma e Antonio ad un certo punto si incontrano, si scontrano e si amano.

"Emma non ha nulla di me a parte non essere italiana. Ma più che una straniera è un’aliena: quasi un’opera d’arte/macchina messa a punto per piacere e funzionare in un palcoscenico di apparenze, in un museo di staticità. Per fortuna riesce a trasmettere a due dei suoi figli, specie a Betta, quella parte di sè che voleva librarsi. Il processo alla fine è proprio questo: è la figlia a condurre la madre sulla strada della libertà, cioè dell’amore",
ha spiegato la Swinton in conferenza stampa..

Il film uscirà nelle sale italiane il 2 ottobre 2009 distribuito da Mikado.

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