L’innocenza del peccato

Claude Chabrol racconta un triangolo d’amore con protagonisti una bellissima e ambiziosa conduttrice televisiva, un anziano scrittore affermato e un giovane multimilionario.

Gabrielle (Ludivine Sagnier), una presentatrice televisiva, incontra Charles (François Berléand), un uomo sposato e altolocato che, attratto dalla sua bellezza e dalla sua ingenuità decide di sedurla.

L’uomo, vizioso e narcisista, coinvolge la giovane nei suoi giochi di sesso nel circolo elitario di una Parigi mondana e peccaminosa.

Ma nonostante l’amore di Gabrielle Charles, troppo concentrato su stesso e la sua intoccabile vita matrimoniale, cinicamente trascura la ragazza.

Delusa dall’amaro epilogo Gabrielle ripiega nella relazione con un giovane mutlimilionario depresso e instabile, che da tempo ne era innamorato.

Affascinata dal facile denaro Gabrielle, anche se ancora infatuata dell’ex amante, decide di sposare il giovane; ma il precario equilibrio del rapporto a tre nel fittizio mondo dell’alta società è destinato a durare ancora per poco.

L’innocenza del peccato, titolo originale e migliore La fille coupée en deux, si ispira a un fatto realmente accaduto, all’assassinio di un architetto newyorchese, Stanford White, ucciso nel 1906 da un ricco rampollo che aveva sposato l’ex amante di White, Evelyn Nesbit, una giovane indossatrice aspirante attrice, di 22 anni.

Ancora una volta il regista sceglie di raccontare la società borghese parigina, esplorandone vizi e perversioni nascoste sotto un’apparente superficie patinata; e lo fa dando spessore ai personaggi, tracciando il loro carattere in maniera tutt’altro che casuale, raccontando emozioni che resterebbero nascoste se la telecamera non carpisse l’attimo.