L’uomo che ama, la Bellucci e Favino non convincono

Si è aperto con un film italiano, L’uomo che ama di Maria Sole Tognazzi, il terzo Festival Internazionale del cinema di Roma.

L’uomo che ama di Maria Sole Tognazzi non è stato particolarmente amato dalla critica che non ha apprezzato l’approccio della regista, la storia narrata e l’interpretazione dei protagonisti.

La storia narra di Alba (Monica Bellucci) che allestisce mostre d’arte e non riesce ad avere un figlio e che viene lasciata dopo tre anni di convivenza da Roberto (Pierfrancesco Favino), a sua volta poi abbandonato dall’algida Sara (Xenia Rappoport).

Accanto ai tre personaggi principali gravita tutta una serie di personaggi collaterali come Michele Alhaique, il fratello gay che sopravvive ad una grave operazione cardiaca, mostrandosi nella vita sentimentale più maturo di Roberto, Piera degli Esposti e Arnaldo Ninchi, i genitori "politically correct", che dopo anni di matrimonio si amano ancora e si punzecchiano con ironia in una bella villa al lago e Marisa Paredes che interpreta una caustica farmacista, datrice di lavoro di Roberto indurita dalle pene d’amore.

"Ho cercato la via, anche attraverso la fotografia e i movimenti di macchina, per far sì che il film riproponesse in maniera il più naturalistica possibile i sentimenti", ha spiegato Maria Sole Tognazzi che ha affidato la colonna sonora originale del film a Carmen Consoli, di cui in passato aveva diretto un videoclip. "Carmen ha scritto subito dopo aver letto la sceneggiatura. E spesso abbiamo sentito le musiche sul set avvertendo da subito l’atmosfera che ci sarebbe stata nel film".

Carmen Consoli ha dichiarato: "per me è la prima colonna sonora. E l’ho composta per un’amica. Ho cercato di commentare con la musica le intenzioni, che conoscevo, di Sole e di Ivan Cotroneo. Insomma ho avuto il privilegio di conoscere il sottotesto del film perché conosco gli autori. Così l’uomo che ama adesso è anche dentro di me. Adesso sono una donna che ama l’uomo che ama…".


"Un uomo può soffrire, questo è certo, ma anche una donna bella può essere lasciata. Maria Sole ha avuto il coraggio di ribaltare questi luoghi comuni"
, ha invece detto in conferenza stampa Monica Bellucci, che nel film è appunto la donna lasciata da Favino. La bellezza per lei non è ingombrante e dice che nel film "sono una donna che lavora, ha famiglia e figli: é solo lo sguardo degli altri che vede questa bellezza ingombrante".

Pierfrancesco Favino, l’uomo abbandonato e che abbandona, non si meraviglia troppo di un film che ha per protagonista il dolore di un uomo innamorato: "ci sono stati molti film sul dolore maschile, si può risalire poi fino a Dante per capire meglio questa cosa. Non era lui che aspettava la sua amata in chiesa e sperava in uno sguardo? Ci sono poi anche esempi nei testi di Catullo e lo stesso Brando nell’Ultimo tango a Parigi è un uomo che soffre per amore. Il fatto è che noi uomini siamo lasciati, come è capitato anche a me. Ma a differenza delle donne, è difficile che raccontiamo i nostri fallimenti".

Probabilmente quel che risulta fatale per questo Uomo che ama è proprio la ripetitività delle azioni, dei gesti, delle situazioni: un già visto che diventa inutile e un voler rifuggire dal già visto, spiegando che si è voluta raccontare la sofferenza al maschile, che sa di stereotipo e di opportunità mancata.

E anche la scena di sesso bollente tra Pierfrancesco Favino e Monica Bellucci, di cui si era tanto parlato nelle scorse settimane e sul quale si era puntata la promozione del film, non è altro che un abbraccio sotto la doccia in cui l’attrice mostra il suo bellissimo seno, peraltro già visto altrove.

Staremo a vedere come il pubblico accoglierà la pellicola, da oggi in oltre 200 sale italiane.