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12 Dec

L’uomo nero di Sergio Rubini, ritorno alle origini

1 dicembre 2009
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Arriverà nelle sale il prossimo 4 dicembre L’uomo nero, ultimo film di Sergio Rubini con Sergio Rubini, Valeria Golino e Riccardo Scamarcio ambientato tutto nella Puglia che il regista ama tanto.

Gabriele Rossetti (Fabrizio Gifuni) torna in un paesino della Puglia per l’estremo saluto al padre morente, Ernesto. Le ultime parole dell’anziano risvegliano in lui il ricordo di un episodio lontano nel tempo.

Siamo negli anni ’60: Gabriele (Guido Giaquinto) è un bambino vivace, suo padre Ernesto (Sergio Rubini) è il capostazione della ferrovia locale e la mamma, Franca (Valeria Golino), insegna lettere alla scuola media. I tre non vivono da soli perchè con loro c’è anche zio Pinuccio (Riccardo Scamarcio), il fratello di Franca, un giovane sotto i trenta, scapolo, con una redditizia drogheria sul corso.

La vita del piccolo Gabriele scorrerebbe alla perfezione, se non fosse per gli sbalzi d’umore del padre: Ernesto infatti è uno scontento, ha un certo talento ma non riesce a raggiungere i risultati che sogna. Per di più l’ambiente paesano si accanisce,  soprattutto per bocca di due rappresentanti del ceto colto, il Professor Venusio e l’Avvocato Pezzetti, contro la sua vocazione artistica.

I due lo considerano un dilettante che farebbe meglio a dedicarsi al suo lavoro di capostazione e alla famiglia, piuttosto che perdere tempo con colori e pennelli. E in questo modo gli avvelenano la vita.

Le tensioni di Ernesto si rovesciano sulla moglie Franca, sul tran tran domestico e Gabriele cerca conforto presso lo zio Pinuccio; il giovane commerciante infatti, concreto, scanzonato e un po’ vitellone, ottimo maestro di allegre malizie, appare agli occhi del piccolo molto più seducente del padre. Senza contare che Gabriele ha un altro suo segreto punto di fuga: le evasioni visionarie a cui fa ricorso grazie a una fantasia accesissima, che gli permette di vedere anche ciò che agli altri rimane nascosto.

Il tempo dell’infanzia scorre, così, pieno di sorprese e Gabriele, stretto tra i giochi con i compagni, le incomprensioni con il padre mitigate dalla dolcezza severa della mamma e la fascinazione di zio Pinuccio, diventerà parte di una storia familiare il cui senso vero, tuttavia, gli sfuggirà.

Solo quando il Gabriele adulto dovrà occuparsi della sepoltura del vecchio genitore e passerà la notte nella casa della sua infanzia, scoprirà una verità fino ad allora inimmaginata che modificherà profondamente la prospettiva da cui ha sempre guardato suo padre.

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