La banda Baader Meinhof

Produttore e sceneggiatore, Bernd Eichinger porta sul grande schermo il lavoro di Stefan Aust Der Baader Meinhof Komplex sul terrorismo della Raf; il regista Uli Edel presenta i drammatici eventi che fecero vacillare le fondamenta della Repubblica federale tedesca dal ’67 all’Autunno tedesco del ’77.

Giugno 1967: la nota giornalista di sinistra Ulrike Meinhof (Martina Gedeck), colpita da alcuni articoli relativi a una violenta dimostrazione a Berlino durante la quale uno studente è ucciso da un poliziotto e preso atto del fallimento del suo matrimonio, decide di trasferirsi a Berlino con le due figlie. In quella città cresce il suo coinvolgimento all’interno del movimento studentesco antiautoritario e anticapitalista.

Meinhof è sempre più consapevole del fatto che il suo mestiere di riportare semplicemente gli eventi che accadono non riuscirà a portare nessun cambiamento reale; di conseguenza, la decisione di Gudrun Ensslin (Johanna Wokalek) e del fidanzato Andreas Baader (Moritz Bleibtreu) di incendiare un grande magazzino come segno di protesta contro la guerra in Vietnam
la colpisce profondamente.

In seguito all’arresto di Baader, Mainhof partecipa alla sua liberazione dal carcere, un atto che segna la fine di ogni legame con la vita condotta finora e perfino con le sue figlie. Insieme con Baader e Ensslin, Meinhof fonda la “Rote Armee Fraktion” (Raf) con lo scopo di diffondere la  resistenza armata contro la situazione politica in Germania.

Dopo un periodo di addestramento militare in un campo di El Fatah in Giordania, il gruppo dà l’avvio a una serie di rapine in banca e mette in atto un gran numero di attentati violenti e mortali; il numero delle vittime provocate da tali attentati inizia a salire e di pari passo cresce anche l’isteria della stampa.

Il capo della polizia della Germania federale Horst Herold (Bruno Ganz) oppone al gruppo un gigantesco apparato di polizia che nel 1972 riesce a catturare Baader, Ensslin e Mainhof insieme con altri membri della Raf; è soltanto dalla condizione di prigionia che la leadership del gruppo riesce a guadagnare un reale potere politico. La gente, in misura sempre crescente, dimostra di sostenere la loro causa e l’organizzazione accoglie un gran numero di nuove reclute tra le quali spicca Petra Schelm (Alexandra Maria Lara) e un nuovo capo, Brigitte Mohnhaupt (Nadja Uhl).

In seguito a una serie di scioperi della fame e a ulteriori attentati la Raf è in grado di esercitare una maggiore pressione sul governo e di scuotere le basi della democrazia tedesca. Mentre però le figure di Baader, Ensslin e Meinhof sono diventate ormai veri e propri simboli della protesta radicale, all’interno del gruppo i motivi di tensione si sono accresciuti.

Nel maggio 1976 Meinhof si suicida nella sua cella. Nell’autunno del 1977 il violento scontro tra lo stato tedesco e la Raf è fuori controllo. Sei settimane dopo il rapimento di un famoso industriale un aereo con 86 turisti tedeschi a bordo viene dirottato. La frenetica ricerca dell’industriale da parte del capo della polizia Herold resta inutile ma l’aereo viene in seguito liberato da una squadra antiterrorismo tedesca.

La mattina successiva alla liberazioni dei turisti, Ensslin, Baader a altri membri della Raf sono trovati morti nelle loro celle. Come ritorsione la Raf uccide l’industriale.