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18 Dec

La città verrà distrutta all’alba, recensione

dgmag - 20 aprile 2010
20 aprile 2010
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La pazzia è contagiosa? Questo è l’interrogativo posto da La città verrà distrutta all’alba diretto da Breck Eisner e in sala dal 23 aprile prossimo.

Ne La città verrà distrutta all’alba una coppia di coniugi di una cittadina del Mid West si trova a lottare per la sopravvivenza mentre amici e parenti sprofondano nella follia. L’acqua della città è stata contaminata da una misteriosa tossina il cui effetto è quello di trasformare chiunque la beva in un folle assassino.

Per quei pochi che riescono a scampare al contagio inizia una durissima lotta per la sopravvivenza. Rimanere vivi non sarà facile.

Il Sogno Americano s’infrange malamente quando gli abitanti di una deliziosa e pacifica cittadina cominciano a cedere uno a uno a un’incontrollabile sete di violenza che porterà a terribili spargimenti di sangue e all’anarchia più totale.

Nel vano tentativo di fermare l’epidemia, l’esercito ricorre a misure drastiche bloccando l’accesso e l’uscita dalla città e abbandonando i pochi cittadini ancora immuni al crescente caos, mentre gli assassini si nascondono nell’ombra.

Lo sceriffo David Dutton (Timothy Olyphante); la moglie incinta, Judy (Radha Mitchell); la sua assistente all’ospedale Becca (Danielle Panabaker), e Russell (Joe Anderson), vice e braccio destro dello sceriffo Dutton, si ritrovano intrappolati in quella che una volta era una cittadina idilliaca, ma che non riconoscono più.

Nell’impossibilità di fidarsi di vicini e amici, abbandonati dalle autorità e terrorizzati dall’idea di contrarre a loro volta la malattia, saranno costretti ad allearsi in una battaglia da incubo per la sopravvivenza.

Il film è prodotto da George A. Romero che ha dichiarato: "è una vera reinterpretazione del mio film originale. Davvero un horror ben fatto".

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