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18 Dec

La condizione della madre single in Italia peggiora di continuo

dgmag - 4 maggio 2010
4 maggio 2010
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Secondo l’11/mo Rapporto sullo Stato delle Madri nel mondo di Save the Children, diffuso oggi, le donne nel mondo non stanno messe tanto bene al punto tale che cinquanta milioni di loro partoriscono senza assistenza.

L’Afghanistan è il paese dove le madri e i bambini stanno peggio, la Norvegia quello in cui stanno meglio mentre l’Italia si colloca al 17esimo posto in questa classifica così composta ai primki dieci posti: Norvegia, Australia, Islanda, Svezia, Danimarca, Nuova Zelanda, Finlandia, Paesi Bassi, Belgio, Germania.

In fondo si collocano Afghanistan, Niger, Chad, Guinea Bissau, Yemen, Repubblica Democratica del Congo, Mali, Sudan, Eritrea, Guinea Equatoriale.

Nei paesi in difficoltà, dice Save the Children, il 60% delle nascite avviene senza l’assistenza specializzata; 1 mamma ogni 23 muore (in Italia 1 su 26 mila); 1 bambino su 6 perde la vita entro i 5 anni; più di 1 minore su 3 soffre di malnutrizione; 1 su 5 non va a scuola; in media una donna ha 5 anni di studio; 9 madri su 10 con molta probabilità vedranno morire un loro figlio.

Di contro in Norvegia ogni bambino nasce assistito da un’ostetrica o un dottore, in Afghanistan solo il 14%. Una donna norvegese in media studia per 18 anni e vive fino ad 83, l’82% fa uso di contraccettivi e 1 su 132 perderà un bambino prima che compia 5 anni. In Afghanistan una donna in media studia per 4 anni, vive fino a 44, solo nel 16% dei casi ricorre alla contraccezione, ogni madre afghana ha un’alta probabilità di vedere morire il figlio.

Inquietante il dato sulle mamme in Italia: oltre 1.6 milioni di mamme italiane sono infatti povere e di queste un milione ha un figlio piccolo e vive in precarie condizioni di vita tanto da avere serie difficoltà nell’arrivare a fine mese.

La situazione più grave in Italia è quella vissuta delle madri single con almeno un figlio minore a carico in quanto il 44% arriva a fine mese con difficoltà, il 31% è in arretrato con le bollette, il 25% non ha i soldi per le spese mediche, il 21% per le spese scolastiche.

Il 15,4% delle coppie con un bambino con meno di 18 anni vive in povertà e dunque il 16,3% delle mamme in coppia con figlio piccolo paga in ritardo almeno una delle bollette di casa mentre il 10,3% non riesce a sostenere regolarmente le spese scolastiche dei figli.

Maternità significa anche meno occupazione femminile e dunque in Italia il tasso di disoccupazione sfiora i 22 punti percentuale in più rispetto alle donne senza figli: il tasso di occupazione femminile in Italua è pari al 65% in assenza di figli ma decresce al 60,6% e al 54,8% nel caso, rispettivamente, di uno e due figli, per crollare al 42,6% quando i figli sono almeno 3.

In generale in Italia vivono 4.2 milioni donne povere e 1.678.000 di queste sono madri. Circa 1 milione di esse ha almeno un figlio minorenne: l’86,3% vive in coppia, il 7,5% è sola, il 6,2% in famiglie allargate.

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