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12 Dec

La nostra vita, trailer e recensione

21 maggio 2010
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E’ stato presentato al Festival di Cannes come unico film italiano in concorso, e arriva oggi nei cinema italiani, La nostra vita, ultima fatica di Daniele Luchetti con Elio Germano, Raoul Bova, Isabella Ragonese, Luca Zingaretti, Stefania Montorsi e Giorgio Colangeli.

La nostra vita racconta una storia di famiglia e mette al centro delle dinamiche Claudio (Elio Germano), un operaio edile di trent’anni che lavora in uno dei tanti cantieri della periferia romana. Claudio è sposato, ha due figli ed è in attesa del terzo.

Il rapporto con sua moglie Elena (Isabella Ragonese) è fatto di grande complicità, vitalità, sensualità ma all’improvviso questa esistenza viene sconvolta: Elena muore e Claudio non è preparato a vivere da solo.

Rimuove il dolore e sposta il suo lutto nella direzione sbagliata: pensa solo a sfidare il destino e a dare ai figli e a sè stesso quello che non hanno avuto finora e che è basato solo sulle cose materiali.

Pensando di fare del bene alla sua famiglia, si caccia in un affare più grosso di lui e quando capisce che da solo non può farcela, si vede costretto a rivolgersi agli unici di cui si fida: la sorella troppo materna (Stefania Montorsi), il fratello timido e imbranato (Raoul Bova) e il pusher vicino di casa (Luca Zingaretti).

Sospeso tra commedia e tragedia, La nostra vita racconta quel pezzo di Italia dimenticata dai più e fatta di un ceto medio-basso costretto dalla società a vivere come se fosse in un’ampolla permettendogli l’accesso a quei luoghi pubblici come i centri commerciali per fargli credere di poter avere lo stesso tenore di vita di chi ha i soldi.

Racconta l’illusione di chi si indebita per tenere un certo stile di vita, di chi misura suo malgrado il valore morale delle cose con il suo valore materiale e di chi sogna un futuro da cartolina, da televisione e da reality show.

Straordinaria l’interpretazione di Elio Germano anche se a dirla tutta è l’intero plot narrativo a reggere nonostante la crudeltà del tema trattato e grazie a dialoghi ben scritti, una regia accurata e sensibile e una fotografia che mostra i protagonisti nella loro interezza.

Nessun luogo comune, poche parole e tanti fatti sono le caratteristiche peculiari de La nostra vita che mette al centro della scena l’uomo con i suoi limiti e le sue ambizioni, la società con le sue pretese e la famiglia come luogo entro il quale le certezze si acquisiscono e si disperdono in un attimo.

Elogio della semplicità, questo l’elemento centrale del film di Luchetti che smaschera un mondo fatto di nani e ballerine in cui tutti, per un attimo, possono pensare di essere protagonisti di una vita diversa come quella che ci viene mostrata quotidianamente dai media.

Se Luchetti vincesse la Palma D’Oro a Cannes, onestamente, non ci stupiremmo alla faccia di Sandro Bondi.

Il trailer de La nostra vita:

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