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18 Dec

La parità donna-uomo sul lavoro farebbe crescere la ricchezza interna

dgmag - 20 ottobre 2009
20 ottobre 2009
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Interessante studio svedese (che, diciamolo chiaramente, quanto a civiltà è una spanna avanti all’Italia) secondo cui se in Italia ci fosse la parità dei sessi sul lavoro il Prodotto Interno Lordo del Paese potrebbe crescere del 32%.

Lo studio parte dalla considerazione della situazione, rosea, in Svezia e nell’introduzione parla chiaro: "fondandoci sulla nostra ipotesi e cioè che la piena eguaglianza sul mercato del lavoro significhi che uomini e donne lavorino nella stessa misura in lavori retribuiti, avendo una parte uguale di lavoro part-time e di impiego autonomo, tutto lascia pensare che vi sono maggiori benefici da ottenere da una migliore parità dei sessi".

Il problema è che l’Italia nel 2007 era agli ultimi posti per divario occupazionale tra donne e uomini e si trovava al penultimo posto per distanza dall’obiettivo di un’occupazione femminile al 60% fissato dalla Strategia di Lisbona per il rilancio dell’economia dell’Ue.

Volete sapere in cosa brilliamo in Italia? Siamo i migliori in classifica per quel che riguarda il divario di stipendio uomo-donna pari a solo il 4,4% contro una media Ue del 17% e picchi del 30% in Estonia o del 25% in Olanda.

Ma come si potrebbe arrivare, secondo lo studio, al riconoscimento di uguali diritti sul lavoro di uomini e donne?

Innanzitutto andrebbero aboliti i divari per quel che riguarda lo stipendio e di aumentare il numero di posti di lavoro part-time in grado di attrarre un maggior numero di donne, alle prese anche con la maternità e la famiglia; secondo lo studio andrebbe aumentata la possibilità di passare dal lavoro part-time al tempo pieno oltre a dover studiare degli incentivi fiscali volti a favorire la piena integrazione.

Forte dell’esperienze svedese, lo studio parla anche di un miglioramento delle infrastrutture sociali che ad oggi gravano soprattutto sulle donne (gestione degli anziani e dei bambini, per esempio) e della necessità di scardinare i pregiudizi contro il lavoro femminile; basti pensare che in Italia circa il 15% degli uomini e delle donne tra i 15 e i 39 ritiene che le donne dovrebbero stare a casa per occuparsi della famiglia.

Lo ricordiamo: lo studio è svedese e in Svezia si vive tutt’altra vita…

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