0 Shares 4 Views
00:00:00
11 Dec

La pillola abortiva Ru486 entra in commercio

10 dicembre 2009
4 Views

A partire da oggi la pillola abortiva Ru486 può essere utilizzata nelle strutture sanitarie italiane: lo stabilisce la determina con cui l’Agenzia del Farmaco autorizza l’immissione in commercio del medicinale Mifegyne, prodotto dall’azienda francese Exelgyn, pubblicata oggi in Gazzetta Ufficiale.

La Ru486 potrà essere resa disponibile al massimo entro la settima settimana di gestazione, solo in ospedale e "deve essere garantito il ricovero in una delle strutture sanitarie individuate dall’articolo 8 della Legge 194/78" per il periodo che va "dal momento dell’assunzione del farmaco fino alla verifica dell’espulsione del prodotto del concepimento".

L’aborto farmacologico dovrà avvenire "sotto la sorveglianza di un medico del servizio ostetrico ginecologico cui è demandata la corretta informazione sull’utilizzo del medicinale, sui farmaci da associare, sulle metodiche alternative e sui rischi connessi", oltre all’attento monitoraggio "per ridurre al minimo le reazioni avverse segnalate, quali emorragie, infezioni ed eventi fatali".

Dunque o si seguono le indicazioni previste dalla legge 194 sull’interruzione volontaria di gravidanza o si potranno adire azioni conseguenti; il Governo potrebbe dunque adottare nuove specifiche, anche con le Regioni, per assicurare che l’intera procedura abortiva (dall’assunzione della pillola fino all’espulsione del feto) avvenga in ospedale. Resta comunque la possibilità per la donna di uscire, firmando e prendendosi le proprie responsabilità per questa scelta.

La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell’autorizzazione dell’Agenzia italiana per il farmaco ha dunque chiuso l’iter per l’adozione della pillola abortiva; l’atto è stato rallentato dall’indagine parlamentare che ha chiesto una ulteriore richiesta di compatibilità con la legge sull’aborto visto che gli oppositori del farmaco si erano appellati al rischio che con l’arrivo della pillola l’aborto avvenisse anche in Italia fuori dagli ospedali.

Vi consigliamo anche