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12 Dec

La storia di Kiana Firouz, lesbica che rischia la pena di morte in Iran

19 maggio 2010
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Lei si chiama Kiana Firouz e ad oggi rischia di essere condannata a morte perchè il suo Paese, l’Iran, non concepisce l’omosessualità e lei pecca per il fatto di essere lesbica.

Kiana Firouz ha così deciso di appellarsi al mondo intero tramite Arcigay international chiedendo che l’Inghilterra le conceda asilo politico dopo che lo stesso era stato rifiutato qualche settimana fa dal British Home Office che pure l’ha riconosciuta omnosessuale perseguitata nel suo Paese.

La colpa di Kiana è di aver girato un film, Cul de Sac, in cui racconta la condizione delle lesbiche e degli omosessuali in Iraq, taciuta pressochè ovunque ma che definire imbarazzante è quasi un eufemismo; "il film contiene scene sessuali per le quali sarei soggetta alla pena di morte se tornassi in Iran e ora l’unica speranza che mi resta è il supporto della comunità", fa sapere la regista.

Che eviterebbe la tortura ma verrebbe condannata direttamente a morte senza subire le 100 frustrate per 100 volte prima di passare alla sentenza capitale.

Su Internet è stata diffusa una petizione internazionale da presentare al Governo britannico e all’Unione europea affinché a Kiana Firouz possa essere immediatamente garantita un’adeguata protezione umanitaria e perché l’ordine di deportazione sia revocato; la petizione a favore di Kiana si può firmare cliccando qui.

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