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12 Dec

La vita è una cosa meravigliosa, recensione

La Redazione
29 marzo 2010
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Anche se non siamo in periodo di Natale, i fratelli Vanzina regalano a tutti i loro estimatori una pellicola leggera, al cinema da venerdì 2 aprile, La vita è una cosa meravigliosa con Gigi Proietti, Vincenzo Salemme, Nancy Brilli ed Enrico Brignano.

La vita è una cosa meravigliosa racconta quattro storie che, strada facendo, si uniscono.

La prima, quella che in un certo senso lega tutto il film, è la storia di Cesare (Enrico Brignano), un poliziotto che si occupa di intercettazioni; con le cuffie in testa, spia le vite degli altri.

Per esempio quella di Antonio (Vincenzo Salemme), presidente di un importante gruppo bancario, al quale i politici chiedono con insistenza fondi neri per finanziare i loro impicci.

Tra i personaggi in vista che Antonio foraggia c’è il proprietario di una clinica dove lavora Claudio (Gigi Proietti), un chirurgo sposato con Elena (Nancy Brilli), il quale finirà anche lui indirettamente travolto dall‟indagine. E rovinati dall’inchiesta saranno anche Vanessa (Virginie Marsan), la figlia di Antonio, insieme a Marco (Emanuele Bosi), un giovane elettricista. Così come Laura (Luisa Ranieri), una massaggiatrice che si innamora di Cesare senza sapere che fa il poliziotto.

Queste storie iniziano tutte male: Cesare scopre di avere una fidanzata che fa la escort, Laura incontra solo uomini sbagliati, Antonio è ricattato dai politici che lo obbligano a fare imbrogli, Claudio ha un figlio che combina solo guai, Elena soffre di una gelosia maniacale, Vanessa è una ragazza viziata senza scopi, Marco viene accusato ingiustamente di un furto che non ha commesso.

Ma siccome la vita è una cosa meravigliosa, alla fine del film queste storie apparentemente tristi si modificano; ognuno dei personaggi ritrova la propria coscienza migliore e quindi la svolta per risolvere ansie e difficoltà con tanto di scontatissimo happy end.

Scontatissimo è il termine esatto per descrivere La vita è una cosa meravigliosa: gag comiche ridotte all’osso e difficili da sopportare, luoghi comuni visti e rivisti, situazioni prevedibili e niente che possa far pensare ad un film per cui vale la pena spendere soldi.

Certamente non tutti vanno al cinema per godere di capolavori ma, concedetecelo, La vita è una cosa meravigliosa raschia davvero il fondo del barile e pur di tentare di fare soldi manda allo sbaraglio ottimi attori che si prestano al gioco dei Vanzina, consapevoli che le questioni legate all’Italia dei furbetti sono potenzialmente forti al botteghino.

Siccome però non è solo la presenza di determinati personaggi a dare spessore ad una pellicola, ci sono casi come questo in cui la storia è talmente scontata e a dir poco penosa che vale la pena chiedersi se davvero sivoglia contribuire al successo di una pellicola che racconta un’Italietta parziale, svenduta e in svendita, abusando di luoghi comuni e preconcetti che sanno tanto di trasmissione televisiva per casalinghe annoiate.

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