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11 Dec

Le mie grosse grasse vacanze greche, recensione e trailer

5 ottobre 2009
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Le mie grosse grasse vacanze greche  è una commedia romantica ambientata tra le rovine dell’Antica Grecia. Georgia (Nia Vardalos) è una guida turistica greco-americana insoddisfatta che si è appena trasferita in Grecia, e oltre alla bellezza del proprio paese riscopre anche il proprio Kefi, parola greca per indicare lo spirito.

Il suo gruppo di turisti è più interessato a comprare magliette che conoscere la storia.

A Georgia non ne va bene una e il pullman è un disastro. Il suo collega, l’appiccicoso Nico (Alistair McGowan) aggiunge umorismo sabotando la collega della Pangloss Tours. Georgia però si accorge presto che Nico non è il suo unico problema, in realtà tutto il tour è un disastro, fatto di cliché, di turisti stereotipati che non hanno alcun interesse per la cultura greca. Tutti  preferirebbero andare in spiaggia e stare sdraiati tutto il giorno piuttosto che visitare i siti storici e culturali della Grecia. Assieme al gruppo, che è tutto fuorché stellare, Georgia deve anche vedersela con l’autista del pullman Poupi (Alexis Georgoulis); all’inizio Georgia se la prende con l’autista che sembra parlare solo Greco e lo trova sporco, non curato e incapace di guidare un pullman.

Tra gli altri componenti del gruppo figurano due spagnole fresche fresche di divorzio, un’ingessata coppia inglese con figlia arcigna al seguito, la tipica coppia americana che sventola la bandiera a stelle e strisce, un ragazzo single sposato con il suo Blackberry, una coppia australiana innamorata della loro Foster, un giovane americano in viaggio per la prima volta e una coppia di anziani: la nonnina ha un brutto vizio, non sa tenere le mani ferme…

In uno scontro delirante di personalità e culture, tutto sembra andare male, finché un giorno un turista molto speciale, Irv Gordon (Richard Dreyfuss), le insegna a divertirsi. Irv diventa il leader del variegato gruppo di turisti che esige sempre di più da Georgia. Irv sta affrontando un viaggio personale, dopo aver perso la moglie Elinor (Rita Wilson) e prorpio questo evento drammatico è la ragione del suo comportamento bellicoso.

Quando la Grecia mostra alla ragazza tutte le potenzilità e le sfumature del prorio io, del proprio spirito, la possibilità di una relazione romantica, diventa il punto centrale della storia.

Una notazione decisamente negativa: la scelta del titolo. Nella versione originale il film si chiama "My life in ruins" perchè modificarlo in "Le mie grosse grasse vacanze greche"? Per alludere evidentemente al grande successo di Nia Vardalos: stavolta, però, il titolo davvero non rende bene l’idea e fa sorridere la voglia dei traduttori e dei distributori italiani di cavalcare l’onda del successo del passato film per tentare di sbancare i botteghini.

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