Le ricerche online portano guai

Le ricerche online presentano un altissimo tasso di pericolosità in quanto sempre più spesso siti che propongono malware sono ben posizionati sui motori di ricerca.

E’ questa la conclusione cui è arrivata McAfee nel suo report The State of Search Engine Safety 2007 e grazie alla quale l’azienda ha stilato una vera e propria scala di rischio attribuendo un colore ad ogni parola chiave: il rosso identifica un alto livello di pericolo, il giallo un livello medio e il verde indica invece sicurezza.

In cima alla classifica delle keyword più pericolose svetta il termine BearShare, che nel 46% dei casi porta a siti maligni, così come tutte le keyword in qualche modo legate all’industria del file sharing musicale, che è coinvolta nel 19% dei casi con episodi di scarsa sicurezza, contro un 9% dei siti pornografici.

Altre parole particolarmente bollenti sono LimeWire e Kazaa
, mentre la parola screensaver attrae 42 volte su cento i professionisti delle truffe; se si parla di gadget tecnologici, espressioni come ipod nano o mp3 music downloads nel 23,3% dei casi si arriva a siti con il bollino rosso o giallo.

Altra combinazione a rischio è l’accoppiata Brad Pitt e Jennifer Anniston, mentre non porterebbe particolari problemi la query Pitt-Jolie.

La ricerca McAfee è stata realizzata cercando sui principali motori (Google, Yahoo, Live Search, AOL, Ask.com) 2300 keyword comuni e passando al vaglio della tecnologia SiteAdvisor, lo strumento grazie al quale McAfee monitora i pericoli della Rete grazie alle segnalazioni provenienti dagli utenti, i risultati ottenuti.

Il risultato del The State of Search Engine Safety è comunque in qualche modo confortante in quanto la percentuale di siti pericolosi è in calo dell’1% rispetto al 5% della scorsa edizione del report.