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‘L’ultimo imperatore’ torna al cinema in 3D. Entusiasta Bertolucci

LaRedazione - 25 luglio 2013
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25 luglio 2013
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Nel corso dell’ultima edizione del Festival di Cannes, il regista italiano Bernardo Bertolucci ha presentato la nuova versione in 3D del suo capolavoro ‘L’ultimo imperatore’ che il maestro aveva realizzato nel 1988, e che sarà ripresentato nelle sale cinematografiche anche nella nuova versione. Secondo Bertolucci l’utilizzo del 3D ha contribuito a dare nuova vita al film.

Il pubblico in sala a Cannes è rimasto entusiasta di questa nuova versione nella quale gli spazi diventano spettacolari ed esaltano anche il lavoro fatto dallo scenografo Mark People. Ritornando agli anni in cui fu girata la versione originale del film ed ai suoi preparativi, Bertolucci ebbe il primo contatto con la Cina, allora governata da Den Xiao Ping nel 1984, e dopo i sopralluoghi del 1985 iniziò a girare nell’anno successivo, il maestro italiano ha ammesso che dopo gli investimenti fatti e le grandi energie consumate per la realizzazione del progetto, si era immedesimato molto nella vicenda di Pu Yi che nello stesso tempo era sia imperatore che prigioniero nel suo palazzo, e di essersi commosso di fronte alla sua vita nella quale l’unica compagnia era rappresentata dalla solitudine.

La nuova versione 3D de ‘L’ultimo imperatore’ è stata realizzata dal produttore Jeremy Thomas, ed ha richiesto un lungo lavoro perché per passare dalla due alle 3 dimensioni è necessario lavorare su ognuna delle inquadrature del film. Il lavoro è durato circa 10 mesi con un costo di produzione pari a 2 milioni di dollari, ed è stato in parte svolto in India, una scelta che ha soddisfatto lo stesso Bernardo Bertolucci che trova assonanze tra la tipica misticità indiana e quella del suo film.

Per quanto riguarda il ritorno nelle sale in questa nuova versione, il regista italiano si dice interessato dalla possibilità di mostrarla anche in Cina, paese che dal quel lontano 1988 ha subito molti cambiamenti. All’intervistatore che gli ha chiesto se gli sarebbe piaciuto girare originariamente il film con la tecnica del 3D, Bertolucci ha risposto di essere molto curioso rispetto alle nuove tecnologie, ma che la tecnica del 3D avrebbe richiesto tempi molto lunghi di lavorazione, cosa che lui non ama particolarmente.

‘L’ultimo imperatore’ fu un film di successo mondiale e dette sicuramente una svolta positiva alla carriera di Bernardo Bertolucci, ricevendo molti premi internazionali tra i quali 9 Oscar ed altrettanti David di Donatello. Il permesso, accordato al maestro italiano da parte della autorità cinesi, di effettuare le riprese entro le mura della Città Proibita, fece diventare il film, il primo realizzato da un regista e una produzione occidentale in cui si poteva vedere l’autentica ambientazione della corte dell’impero cinese. Nel corso delle riperse Bertolucci utilizzò anche diciannovemila comparse, reperite tra la popolazione locale, coordinate da trecento tecnici tra italiani, inglesi e cinesi, per i sei mesi di durata della lavorazione.

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