Lust, caution di Ang Lee Leone D’Oro a Venezia

Per la seconda volta nel giro di due anni è il regista Ang Lee a sbaragliare la concorrenza e portarsi a casa il Leone D’Oro al Festival del cinema di Venezia.

Dopo la vittoria nel 2005 con Brokeback Mountain, Ang Lee si è aggiudicato la vittoria con Lust, Caution in cui narra una storia ambientata nella Cina della seconda guerra mondiale che racconta in un lungo flashback la storia di una giovane attiva sul fronte della resistenza cinese contro i giapponesi, che si lascia coinvolgere in una storia con il collaborazionista Yee, fino a snaturare la propria origine.

Una vittoria che ha lasciato perplessi gli addetti ai lavori in quanto pare che parte della giuria (Emanuele Crialese, Ferzan Ozpetek, Catherine Breillat, Jane Campion, Alejandro Gonzalez Inarritu, Paul Verhoeven) avrebbe referito far vincere il dramma giudiziario-politico di Nikita Mikhalkov, 12, che ha invece ottenuto il Leone speciale per l’insieme dell’opera.

Il Leone d’argento per la migliore regia è stato invece assegnato a Brian De Palma per Redacted mentre la Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile è andata a Cate Blanchett per I’m not there, in cui veste i panni di un uomo, Bob Dylan; Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile a Brad Pitt, protagonista di The assassination of Jesse James by the coward Robert Ford ma anche in questo caso (come nel caso della Blanchett) il protagonista era assente.

Il premio speciale della giuria è stato assegnato, ex aequo, ad Abdellatif Kechiche per La graine et le mulet e ad I’m not there di Todd Haynes; per la sceneggiatura è stato premiato In questo mondo libero… di Ken Loach mentre per la fotografia ancora Lust, caution.

Il premio Mastroianni al talento d’attore emergente è stato dato ad Hafsia Herzi, interprete di Le graine et le mulet.

La sezione Orizzonti è stata vinta dall’estone Veiko Ounpuu con Sugisball, quella Orizzonti doc da Wuyong del cinese Jia Zhang-Ke, Leone d’oro 2006 con Still life mentre il Leone del futuro Luigi De Laurentiis per la migliore opera prima è andato a La zona di Rodrigo Plà. Infine, il riconoscimento per il miglior cortometraggio è toccato a Dog Altogether di Paddy Considine.