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16 Dec

Manolete, trailer e recensione

dgmag - 14 maggio 2010
14 maggio 2010
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Scritto e diretto da Menno Meyjes con Adrien Brody e Penelope Cruz, arriva oggi nei cinema italiani Manolete (Una storia d’amore), film dedicato alla vita del torero più famoso di sempre in Spagna.

Manuel Rodríguez (Adrien Brody), meglio conosciuto come Manolete, è un famosissimo torero; è un uomo timido, austero, di poche parole e dall’aspetto desolatamente triste che durante la stagione delle corride Manolete viaggia costantemente, passando di arena in arena.

Lupe Sino (Penelope Cruz), invece, è una donna bellissima, schietta, orgogliosa, sensibile e con un passato turbolento alle spalle.

Prima che si innamorasse di lei, il torero aveva un solo obbiettivo: diventare famoso.

Grazie a Lupe, Manolete sembra aver trovato un nuovo scopo nella vita ma un’ombra incombe sui due amanti: Manolete è innamorato della morte mentre Lupe è innamorata della vita. Lupe insegna al matador ad amare la vita e, allo stesso tempo, a temere la  morte.

Contraddistinto da un’eleganza quasi formale e barocca, Manolete è uno di quei film che lascia interdetti per due ragioni: da un lato la presenza di un cast così forte, da sola, ne giustifica la visione e dall’altro è proprio la presenza così ingombrante dei due attori a poterne decretare la fine o la gloria.

Nel nostro caso, ciò che ha maggiormente colpito sono le ambientazioni ricreate in Manolete e lo sfarzo, l’eccesso e il surplus che nella pellicola abbondano: tutto sembra rimandare ad un universo condiviso in cui sogni e passioni si uniscono, in cui i colori predominanti sono il bianco, il nero e il rosso che si alternano creando allo stesso tempo panico e mistero, in cui le immagini e i volti assumono vita e contorni diversi, diventando fondamentali per lo sviluppo della storia.

Storia che, a dirla tutta, lascia invece interdetti soprattutto per quel che riguarda la caratterizzazione dei personaggi che restano sempre chiusi in una superficialità che diventa banalità e a tratti inutilità; la presenza dei salti temporali non fa che aumentare questo senso di incertezza della narrazione che non riesce a trovare il suo vero filo conduttore e, ammaliata dalla presenza di Penelope Cruz e di Adrien Brody così come dalla figura stessa del torero Manolete, si perde e non fornisce spiegazioni.

Manolete accarezza il tema dell’amore, della passione, della continua pulsione umana tra desiderio e realtà ma non va oltre; quel che resta è la sensazione che si sarebbe potuto fare di più e meglio.

Manolete, il trailer:

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