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12 Dec

Matrimoni tra gay, la Corte Costituzionale prende tempo

24 marzo 2010
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Era attesa per queste ore la sentenza della Consulta, chiamata a pronunciarsi sull’ammissibilità o meno dei matrimoni omosessuali celebrati in comune.

La sentenza arriverà però non prima del 12 aprile prossimo, come hanno fatto sapere fonti giudiziarie, in quanto le questioni da esaminare sono molteplici e tutte complesse.

La vicenda è stata sollevata da due coppie di Venezia e Trento, assistite dall’associazione radicale Certi Diritti e dalla Rete Lenford; nello specifico circa un anno fa una coppia di omosessuali ha presentato al Comune di Venezia, dove risiede, la richiesta di pubblicazioni per procedere al matrimonio, ricevendo una risposta negativa per la "ritenuta estraneità all’ordine giuridico italiano dell’istituto del matrimonio tra persone dello stesso sesso".

La coppia ha dunque deciso di rivolgersi al Tribunale arrivando alla Corte costituzionale.

Quel rifiuto, hanno infatti scritto i giudici nel provvedimento di rinvio alla Consulta, non ha "alcuna giustificazione razionale" ma si tratta di una norma "implicita nel nostro sistema che esclude gli omosessuali dal diritto di contrarre matrimonio con persone dello stesso sesso".

In questo modo sarebbero stati violati, secondo il tribunale, molti principi costituzionali, primi fra tutti gli articoli 2 (diritti fondamentali dell’uomo) e 3 (uguaglianza).

La Corte costituzionale potrebbe decidere di dare ragione o torto ai ricorrenti ma anche richiedere un intervento del Parlamento o indicare alcuni principi lungo i quali il legislatore si possa muovere.

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