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Matt Damon e Jodie Foster nel 2154, oggi nelle sale: ‘Elysium’

LaRedazione - 29 agosto 2013
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Come sarà il mondo tra qualche anno? Quale sarà il destino dell’umanità? E’ questa la domanda che sembra porsi Neill Blomkamp, regista dell’attesissimo ‘Elysium‘, il film in uscita nelle sale italiane che proietta i suoi due protagonisti Matt Damon e Jodie Foster direttamente nell’anno 2014.

In realtà, l’idea di un futuro possibile, è da sempre stata una delle ossessioni del cinema mondiale. Il film non fa altro che aggiungersi alle numerose pellicole realizzate nel corso degli anni che cercano di immaginare in che direzione sta andando l’umanità, mettendo in scena un futuro iper tecnologico che, per i giorni nostri, appartiene esclusivamente alla sfera della fantascienza. Le premesse per un grande film ci sono tutte. Neil Blomkamp non è certo nuovo del genere. Sua è stata la regia di ‘District 9’, film di fantascienza del 2009 molto acclamato da pubblico e critica che arrivò addirittura ad avere quattro candidature al Premio Oscar. Il cast è certamente di grande affidabilità. Matt Damon vanta un curriculum con collaborazione con alcuni dei più grandi registi del cinema mondiale, da Spielberg a Scorsese, da Francis Ford Coppola a Clint Eastwood. Anche Jodie Foster non ha bisogno di presentazioni. Parlano per lei i due Premi Oscar vinti come miglior attrice nel 1991, con ‘Il silenzio degli innocenti’, e nel 1988, con ‘Sotto accusa’. Nel film i due protagonisti sono in contrapposizione e lottano per cercare di proteggere i due diversi mondi cui appartengono. Da un lato la Foster, Segretario di Stato di Elysium, un pianeta artificiale creato dall’uomo e abitato solo da ricchi e potenti che hanno deciso di lasciare la Terra, posto diventato ormai invivibile in balia di guerre, carestie e malattie. Matt Damon dall’altro, gravemente malato e destinato a morte certa, cerca di raggiungere Elysium per curarsi e, allo stesso tempo, per dare la possibilità all’intera popolazione mondiale di accedere alle esclusive cure che sono a disposizione su Elysium.

La pellicola ha tutta l’aria di rappresentare, metaforicamente, una profonda critica alla società contemporanea e, in particolare, nei confronti di chi opera per marcare ancora di più la differenza che c’è tra gente povera e gente ricca. Lo stesso Blomkamp, parlando del suo film, ha detto: ‘L’idea di portare pietre, malta, cemento, piscine e tutto quanto è necessario per costruire costosissime dimore su una stazione spaziale è ridicola. E’ un modo per ribadire il concetto che è al centro del film, ossia che la gente di Elysium è straricca e usa le proprie risorse per creare un ambiente tutto per sè separato, sintetico, quasi ermetico’.

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