Microsoft non farà causa a Linux. Per ora

Dopo la bagarre dei giorni scorsi, con la minaccia da parte di Microsoft di intentare una causa nei confronti di Linux per violazione di brevetti, Redmond ha fatto sapere che per ora non procederà legalmente contro l’open source.

Secondo Microsoft, Linux avrebbe violato circa 230 brevetti proprietari e dunque chi utilizza il software open source potrebbe essere denunciato per violazione del copyright; alle accuse di Microsoft, Linux aveva risposto sostenendo che si trattava solo di un modo per intimorire gli utenti Linux pur senza alcun riscontro reale.

Ma a smorzare gi animi ci ha pensato Bill Hilf, general manager della Platform Strategy e director dei progetti open source di Microsoft, che ha rilasciato un’intervista a InfoWorld nella quale sostiene: “la nostra strategia aziendale è sempre stata quella di concedere in licenza le nostre proprietà intellettuali piuttosto che intentare cause”.

Nello specifico, Hilf ha affermato che lo scopo di Microsoft era solo quello di fare chiarezza: “affinché questo problema possa essere appianato una volta per tutte, invito con forza le imprese commerciali ad acquisire in licenza le nostre proprietà intellettuali”, ha affermato Hilf.

Non solo, perchè un portavoce Microsoft a ZDNet Uk ha fatto sapere che “se avessimo voluto passare alle vie di fatto lo avremmo fatto tre anni fa” e che “invece che litigare, Microsoft ha speso gli ultimi tre anni a costruire un ponte per le proprietà intellettuali che avvantaggiasse tutte le parti, incluso l’open source, e la risposta dei clienti è stata incredibilmente positiva. Il nostro obiettivo è continuare a stendere ponti”.

Insomma, per ora Microsoft sembra aver deciso di adottare una strategia distensiva sottolineando però come i brevetti violati dall’open source siano davvero rilevanti e dunque, in qualche modo, mettendo in guardia quanti credono che Redmond se ne starà con le mani in mano in caso di fastidi di qualunque tipo.