Milano Palermo – Il Ritorno

Bova, Menphis e Giannini nel sequel del successo Palermo – Milano Solo andataA 11 anni dal primo successo, tornano gli agenti Raul Bova e Ricky Menphis alle prese ancora una volta con Giancarlo Giannini in Milano Palermo – Il Ritorno di Claudio Fragasso, nelle sale dal 23 novembre.

Turi Arcangelo Leofonte (Giancarlo Giannini) è il ragioniere della mafia che dopo aver accettato di collaborare con la giustizia e dopo aver scontato una pena di undici anni di carcere duro, si prepara a raggiungere la sua ultima destinazione, con una nuova identità, da uomo libero.

Turi ha in testa una combinazione che vale 500 milioni di euro, ma sia la famiglia Gela, sia la famiglia Scalia contro la quale ha testimoniato nel maxi processo celebrato a Milano 10 anni prima, vogliono vederlo morto.

La nuova squadra a cui viene affidata la scorta può contare su vecchie conoscenze: il Vice Questore Aggiunto Nino di Venanzio (Raoul Bova) e l’Ispettore Superiore Remo Matteotti (Ricky Menphis) che hanno un rapporto di amicizia consolidato da tempo e tornano insieme in questa scorta solo ed unicamente per la scarcerazione di Leofonte.

Non saranno solo loro a partecipare alla missione, della squadra faranno parte altri due elementi, gli Ispettori Elda Fiore (Gabriella Pession) esperta in informatica e Giorgio Ceccarelli (Simone Corrente).

La scorta di Leofonte si rivelerà tutt’altro che una missione di routine: una vera e propria apocalisse di eventi concatenati tra loro, dove l’imprevedibilità la farà da padrona.

Semplice ed efficace la spiegazione del regista Claudio Fragasso: "sì, questo è un film di genere. Uno stile in cui una volta eravamo forti e che  esportavamo e di cui Sergio Leone era maestro. Negli anni  Ottanta eravamo i migliori, poi è arrivata la tv. Ma i film di genere in Italia nessuno li vuole più fare in perché costano  troppo. Il nostro paese guarda con diffidenza  questo tipo di film perché sente troppo il peso del neorealismo. Ma non siamo più nel ’45. La cosa più importante  in un film non è che tutto debba essere credibile. Perché in Die Hard Bruce Willis può abbattere un elicottero con la sua  auto e non scandalizza nessuno, ma poi non accettiamo l’idea di  vedere molto meno in una produzione italiana?".