Missioni all’estero, tensione al Governo

In attesa del voto di martedì pomeriggio relativo al finanziamento governativo delle missioni all’estero, è tensione al Governo per il voto di alcuni esponenti che potrebbero scegliere di appoggiare la mozione che l’Udc si appresta a presentare.

L’ordine del giorno dell’Udc dovrebbe chiedere più sicurezza per i militari italiani e un maggiore coordinamento con gli alleati; lo scopo è far si che i militari italiani godano di più libertà.

E se l’Udc ha garantito il proprio sostegno al decreto, Forza Italia e Alleanza Nazionale restano indecisi; voterà invece contro la Lega.

Gianfranco Fini ha infatti fatto sapere che “se dovessimo votare fra pochi minuti non voteremmo a favore perché il decreto non garantisce ai nostri soldati, in un teatro che è sempre più di guerra, quelle minime condizioni di operatività e sicurezza che sono indispensabili”.

Da parte sua il premier Romano Prodi ha dichiarato di non essere preoccupato per il voto perchè “non è un balletto per abbattere il governo Prodi, è un discorso di politica internazionale, di ruolo del nostro Paese, di dignità nazionale. Se qualcuno vuole calpestare tutti questi aspetti lo può fare liberamente. Voglio vedere chi si assume la responsabilità di fare chiudere immediatamente le nostre missioni all’estero perché questa è la conseguenza del voto. E’ inutile negarlo”.

Intanto in occasione della visita all’Università La Sapienza di Roma per discutere di cooperazione internazionale e sviluppo, il presidente della Camera Fausto Bertinotti è stato contestato al grido di “Assassino, assassino” e “Vergogna, guerrafondaio e buffone”.

Bertinotti ha replicato solo: “Buffone? Buffone sei tu se dici così. Chiedetemi scusa”.