Montecitorio sceglie l’open source di Linux

Anche il Parlamento Italiano si adegua alle nuove tecnologie e lo fa aprendosi al sistema operativo open source Linux.

La decisione è stata presa durante una riunione tra i questori della Camera e “i responsabili tecnologie” di ogni gruppo durante la quale si è discusso dell’applicazione di un ordine del giorno presentato quasi un anno fa da Pietro Folena (Rifondazione-Se) e Franco Grillini (Sd) per la riduzione e la razionalizzazione dei costi parlamentari.

Dunque ogni deputato potrà installare sul proprio pc e su quelli del proprio ufficio il sistema operativo open source Linux; non solo, perchè anche la biblioteca di Montecitorio renderà disponibili al pubblico diverse postazioni informatiche con Linux.

Il tutto allo scopo di risparmiare e offrire possibilità di scelta ma anche, perchè no, far in modo che nel corso del tempo l’intera amministrazione di Montecitorio passi al nuovo sistema.

“L’istituzione centrale del paese, il Parlamento,decide non solo di risparmiare, ma soprattutto decide di rendersi indipendente sul piano tecnologico, adottando un sistema open source e quindi liberandosi dai vincoli del software proprietario”, ha detto Folena, presidente della Commissione Cultura.

“L’esempio della Camera costituisce un importante precedente per tutte le amministrazioni pubbliche, alcune delle quali sono già passate a Linux determinando enormi risparmi: la provincia di Bolzano, ad esempio, risparmia così 1 milione di euro l’anno”, ha aggiunto il presidente della Commisione Cultura.

Altri Paesi in Europa, tra i quali Francia, Spagna, Gran Bretagna, e Germania hanno scelto di usare l’open source per le pubbliche amministrazioni.

A dimostrazione della volontà di aprirsi, il Parlamento adotterà anche le connessioni wi-fi per consentire ai deputati di navigare senza fili all’interno di Palazzo Montecitorio.