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16 Dec

Morto Carlo Monni, attore poeta alfiere della toscanità

Marina Ferro - 20 maggio 2013
20 maggio 2013
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Se n'è andato Carlo Monni, uno dei rappresentanti più veraci della comicità toscana, quella che mescola da secoli poesia, risate e carnalità con maestria irraggiungibile.

Indimenticabile Vitellozzo nel capolavoro "Non ci resta che piangere", amico di Benigni fin dagli esordi, era nato nell'ottobre del 1943 a Campi Bisenzio, vicino a Firenze, nella piena campagna toscana. Una campagna che non ha mai tradito, che ha sempre amato profondamente e che lo rendeva fiero delle sue origini, della sua genuinità, del senso di libertà che naturalmente possedeva e che lo rendeva irriverente e allergico alle ostentazioni.

Nella sua lunghissima carriera, iniziata negli anni '70, l'attore si è sempre diviso tra cinema e teatro, prediligendo quest'ultimo. Il suo talento lo ha reso tra i caratteristi più apprezzati e lo ha portato a lavorare con tutti i grandi nomi: oltre a Benigni, Ronconi, Bertolucci, Troisi, Monicelli e di recente con Veronesi, per "Manuale d'amore 3". Impossibile non ricordare il sodalizio con Ceccherini e Paci che ha dato vita a un Pinocchio straordinario e unico; impossibile non far riferimento alla sua poesia "Noi semo quella razza" recitata nel film "Berlinguer ti voglio bene", quello che che gli diede la notorietà.

E' morto ieri a Firenze, dopo una lunga malattia che non gli ha lasciato scampo, anche se non è riuscita a togliergli, fino all'ultimo, il suo attaccamento e il suo amore per la vita.

I funerali domani, al teatro di Rifredi. Buon viaggio Carlo.

[foto: www.teatrionline.com]

Marina Ferro

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