Morto il cineasta Ingmar Bergman

Il regista svedese Ingmar Bergman è morto: lo ha ha annunciato l’agenzia svedese Tt citando la sorella del cineasta Eva.

Nato ad Uppsala nel 1918 a Uppsala e figlio del cappellano della corte reale, Bergman maturò nel tempo idee contrarie a quelle professate dal padre maturava il suo odio per il padre e la sua rabbia contro quel Dio-padrone che gli è stato proposto nel clima culturale e sociale all’interno del quale ha vissuto.

Nel 1942, proprio in relazione alla sua fama di artista bohemièm, scrive una commedia teatrale imperniata sulla relazione fra un sacerdote e una spogliarellista.

Inizia a farsi conoscere presso il grande pubblico grazie a Il settimo sigillo del 1956 e Il posto delle fragole del 1957 ma la consacrazione internazionale arriva negli anni Settanta con Sussurri e grida, Il flauto magico, Sinfonia d’autunno e Scene da un matrimonio; ritiratosi dalle scene intorno agli anni Ottanta, ha lasciato come testamento ideale il film Fanny e Alexander.

Ingmar Bergman ha vinto, tra l’altro, l’Orso d’oro al Festival di Berlino nel 1958 con Il posto delle fragole e l’Oscar per il migliore film straniero nel 1961 con Come in uno specchio.
Nella suo biografia, Lanterna magica, il Ingmar Bergman scriveva: “la verità è che io vivo sempre nella mia infanzia, giro negli appartamenti in penombra, passeggio per le silenziose via di Uppsala, mi fermo davanti alla Sommarhuset ad ascoltare l’enorme betulla a due tronchi. Mi sposto con la velocità di secondi. In verità, abito sempre nel mio sogno e di tanto in tanto faccio una visita alla realtà”.