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11 Dec

Mostra cinema Venezia 2010: La Passione di Carlo Mazzacurati

6 settembre 2010
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Ha diviso la stampa e il pubblico presente alla Mostra del cinema di Venezia La Passione di Carlo Mazzacurati con Silvio Orlando, Giuseppe Battiston, Kasia Smutniak, Marco Messeri, Giovanni Mascherini e Maria Paiato.

Passati cinquant’anni, essere un regista emergente diventa un problema: ne sa qualcosa Gianni Dubois (Silvio Orlando), che non fa un film da anni e adesso che avrebbe la possibilità di dirigere una giovane stella della tv non riesce nemmeno a farsi venire in mente una storia.

Come se non bastasse, una perdita nel suo appartamento in Toscana ha rovinato un affresco del Cinquecento nella chiesetta adiacente.

Per evitare una denuncia e una pessima figura, Gianni deve accettare la bizzarra proposta del sindaco del paese: dirigere la sacra rappresentazione del venerdì santo in cambio dell’impunità.

Così si ritrova a passare una settimana nella Toscana più profonda nel tentativo di mettere in piedi una specie di Via Crucis, con gli apostoli, Ponzio Pilato, la crocifissione, e un pessimo e vanitosissimo attore locale nella parte di Cristo (Corrado Guzzanti).

Ma deve anche pensare al film  per Flaminia Sbarbato (Cristiana Capotondi), la diva del piccolo schermo che non ne può più di aspettare.

Quando tutto sembra sfuggirgli di mano, Gianni incontra Ramiro, un ex galeotto appassionato di teatro, pieno di buona volontà e spiantato quanto basta.

Le cose sembrano prendere la strada giusta, ma non per molto: un brutto litigio con Flaminia manda all’aria il film, mentre Ramiro svanisce rapidamente nel nulla lasciandolo solo.

Grazie ad un ultimo colpo di scena, però, Gianni Dubois riuscirà per una volta a combinare qualcosa di buono.

La Passione mescola la commedia a toni più amari al punto che durante la conferenza stampa Mazzacurati ha dichiarato: "nel nostro paese siamo arrivati ad un punto in cui gli eventi e la parodia degli eventi stessi sono così mischiati che è difficile produrre un effetto comico. In Italia spesso si ride per non piangere. Troppo spesso, e penso ai giovani registi o a chi si affaccia ora a questo mestiere, si ha grande paura, e timore di non compiacere i propri committenti, i produttori che credono di conoscere i desideri del pubblico. Bisognerebbe aver voglia di rischiare di più, avere più libertà e coraggio, e voglia di rischiare".

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