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Mostra del cinema di Venezia: Una 70.ma edizione all’insegna dell’eros

LaRedazione - 19 agosto 2013
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19 agosto 2013
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Mancano ormai poco più di sette giorni all’inizio ufficiale della settantesima edizione della Mostra del Cinema di Venezia, che già fa parlare di sé, in particolare per il carattere erotico che dovrebbe contraddistinguerla. Ad essere già stati additati come principali indiziati in tal senso sono due film, ovvero The Canyons, del regista Paul Schrader e Moebius, del regista Kim Ki Duk.

Gli appassionati del genere potranno gustare scene di tutti i tipi, andando dall’eros più dolce e seduttivo, fino al puro hard, passando per storie di prostituzione e violenza.

Come detto i film che sono già pronti ad essere sommersi d’applausi e critiche sono due. Il primo, The Canyons, è dello stesso regista di American Gigolò, che dunque l’argomento, seppur in maniera non troppo esplicita, l’aveva già affrontato in passato. Stavolta però a prendere il posto di un giovane Richard Gere dinanzi alla telecamera ci sarà la “bad girl” Lindsay Lohan, protagonista di un intricato thriller che, per motivi di sceneggiatura, la vedrà concedersi al pubblico senza neanche un velo. Il web si è già impadronito di alcune scene hot, che di certo aumenteranno la fama della pellicola, contribuendo magari a un aumento dei biglietti staccati al cinema. Impossibile però che il film non incontri forti e aspre critiche, dato il suo carattere più hard che erotico, con Bret Ellis alla sceneggiatura, una vera sicurezza per quanto riguarda gli aspetto disturbanti di una pellicola, e un volto noto del mondo del porno, James Deen. Le voci ormai non fanno altro che susseguirsi, fino all’ipotesi di una scena con protagonista la Lohan intenta ad avere un rapporto con tre uomini.

Se Schrader promette di far discutere la critica, Moebius pare destinato a disturbare il pubblico. La censura imposta al regista in Corea del Sud, con un taglio di ben ventuno scene, per un totale di ottanta secondi, dovrebbe già far capire quanto questa pellicola possa risultare difficilmente digeribile. In particolare sotto accusa sono una scena d’incesto tra una madre e il proprio figlio e una vera e propria evirazione.

L’eros della mostra non si ferma però a questi soli due titoli, che ne rappresentano però i vertici. Sarà infatti presentato un documentario sull’arte e il genio di un maestro italiano come Tinto Brass, dal titolo Istintobrass. Si torna a parlare d’incesto poi con l’esordio alla regia della stilista francese Agnes B. con Je m’appelle Hmmm, accompagnata dal connazionale Robin Campillo e dal suo Eastern boys, con giovani ragazzi calati nel mondo della prostituzione.

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