0 Shares 2 Views
00:00:00
13 Dec

Motel Woodstock di Ang Lee, recensione e trailer

9 ottobre 2009
2 Views

Tratto dal libro Taking Woodstock, di Elliot Tiber e Tom Monte, arriva nelle sale italiane Motel Woodstock di Ang Lee, uno scanzonato viaggio indietro nel tempo in un tempo in cui tutto sembrava possibile.

Elliot (Demetri Martin) lavora come arredatore al Greenwich Village; incoraggiato dal movimento per i diritti degli omosessuali cerca la sua strada ma è ancora legato a filo doppio all’azienda di famiglia, un motel fatiscente nei Catskills, El Monaco, gestito dai genitori invadenti e autoritari, Jake e Sonia Teichberg (Henry Goodman e Imelda Staunton).

Nell’estate del 1969, Elliot è costretto a trasferirsi nel motel, per aiutarli a salvare l’attività dal fallimento ma un giorno viene a sapere che la vicina cittadina di Wallkill nello stato di New York ha negato i permessi agli organizzatori di un festival musicale.

Elliot chiama subito il produttore della Woodstock Ventures, Michael Lang (Jonathan Groff) e gli offre il motel, sperando di favorire l’attività dei genitori; dopodiché presenta Lang al suo vicino di casa Max Yasgur (Eugene Levy), proprietario di una fattoria di 250 ettari che produce latte.

Poco dopo, lo staff di Woodstock trasferisce i suoi uffici al motel El Monaco e mezzo milione di persone si mettono in viaggio verso la fattoria di Yasgur per vivere "3 giorni di pace, amore e musica a White Lake".

Aiutato da un gruppetto di amici, tra cui Devon (Dan Fogler), regista di una compagnia teatrale, Billy (Emile Hirsch), reduce dal Vietnam, e Vilma (Liev Schreiber), un travestito ex-marine, e contrastato da alcuni abitanti del posto, tra cui il fratello di Billy, Dan (Jeffrey Dean Morgan) Elliot si ritrova catapultato al centro di un evento generazionale che cambierà la sua vita, e la cultura popolare, per sempre.

Motel Woodstock esce certamente dai canoni cui Ang Lee ci ha abituati ma è questo che lo rende assolutamente piacevole: personaggi che rispondono a degli stereotipi e che di questi si nutrono, situazioni raccontate con garbo e leggerezza, un concerto che è solo il pretesto per raccontare vite umane.

E soprattutto un ribaltamento totale dei termini, con il mega concerto spostato altrove e la decisione di raccontare la preparazione dello stesso in una pellicola che diventa generazionale, raccontando lo scontro tra personaggi opposti di età diverse, e allo stesso modo di crescita.

Vi consigliamo anche