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15 Dec

My Son, My Son, What Have Ye Done di Werner Herzog

dgmag - 6 settembre 2009
6 settembre 2009
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Il primo Film Sorpresa della 66. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, presentato nella sezione Concorso, è My Son, My Son, What Have Ye Done di Werner Herzog.

Per la prima volta nella storia recente della Mostra un regista è presente in Concorso con due film in quanto Herzog ha già presentato quest’anno alla Mostra Bad Lieutenant: Port of Call New Orleans.
 
Ispirato da vicende reali, My Son, My Son, What Have Ye Done? è la storia di un mito antico e di una moderna follia. Brad Macallam, un aspirante attore che recita in una tragedia greca, commette nella realtà il crimine che deve mettere in scena sul palcoscenico: uccide la madre.

Il film si apre nel momento in cui agenti di polizia giungono sulla scena di un delitto trovando una donna anziana in una pozza di sangue. Davanti alla casa sono radunati vicini curiosi e stupefatti.

Il presunto colpevole si è barricato in un edificio dall’altra parte della strada e a quanto pare ha con sé degli ostaggi; arrivano i due amici cui Brad ha telefonato nelle prime ore del mattino, ma ormai è troppo tardi.

Mentre assieme ai vicini cercano di capire quanto è successo, raccontano la loro storia agli investigatori che si occupano del delitto.

La storia di Brad viene alla luce grazie a una serie di flashback: vediamo un uomo terribilmente in difficoltà con il mondo che lo circonda. Non è tanto Brad a essere impazzito, quanto il mondo intorno a lui che ha preso ad apparire in certo modo sbagliato. L’uomo non ha perso il lume della ragione: ha perso qualunque sensazione che dimostri la sanità mentale del mondo. Assieme a lui accediamo a una realtà tutto sommato più strana e più vivida e al senso di orrore e minaccia che covano al suo interno, e per quanto ci sforziamo di comprendere, il mistero non fa che addensarsi.

I flashback ci conducono in un viaggio che porta da un rigido territorio di furiose cateratte e austere montagne in un remoto mondo tribale di popoli arcaici e volti antichi, proseguendo verso un alienante paesaggio urbano di superfici artificiali e grattacieli di vetro fino a una fatiscente città di confine messicana e a un placido quartiere di San Diego, dove si svolge un dramma personale e familiare che si intreccia con il terrore e la tragedia del teatro greco. Costretto infine a lasciare la produzione teatrale in cui sta recitando, Brad viene posseduto in tutto e per tutto dall’oscuro mito.

La suspense aumenta via via che il film ci riporta dalla statica tensione della scena del crimine all’escalation di eventi che conducono al delitto. Alla fine la squadra delle forze speciali si mette in posizione: il momento decisivo è imminente. Ma Brad Macallum ha in serbo un’altra sorpresa.

Roba da farsi venire il mal di testa…

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