New York Times gratuito: punta sulla pubblicità

Che la svolta fosse dietro l’angolo se ne erano resi conto anche i più scettici, quelli che non credevano che Internet avrebbe rivoluzionato il modo di fare informazione e che invece adesso devono arrendersi di fronte all’evidenza.

Il New York Times, uno dei più autorevoli quotidiani americani e mondiali, ha deciso di rendere gratuita per tutti la propria versione online rinunciando completamente agli abbonamenti, fulcro vitale per la crescita economica della testata (si pensi che solo gli abbonamenti alla versione online permettevano al Times di accantonare qualcosa come 10 milioni di dollari l’anno).

La mossa del NY Times dimostra così che le notizie a pagamento non tirano e che il mercato, se vuole essere competitivo, deve puntare sull’advertising, elemento che peraltro si dimostra in crescita costante in tutto il mondo.

Vivian Schiller, general manager del New York Times online, ha spiegato che la scelta di rendere liberi i contenuti della versione online del giornale è legata alle dinamiche di Internet per cui da un lato per gli utenti è più semplice reperire notizie e continuare ad offrirle a pagamento era un modo per il Times per fare passi da gambero invece che da alce e da un altro lato, conti alla mano, siccome il mercato della pubblicità online continua a crescere era arrivato il momento di voltare pagina.

Conti alla mano, infatti, il New York Times ha scoperto che gli abbonamenti rendevano meno di quanto si sarebbe potuto guadagnare sfruttando solo la pubblicità e aprendo agli utenti anche gli archivi storici risalenti al 1851; resterà infatti a pagamento solo l’archivio dal 1924 al 1986.

La scelta del NYTimes sarà sicuramente seguita a gran parte delle testate online e porterà ad una modifica ulteriore del panorama informativo mondiale online; a puntare sulle notizie a pagamento potrebbero dunque restare solo le testate specializzate come il Wall Street Journal che attualmente conta oltre un milione di abbonati e non accenna a crisi.