Opium War di Siddiq Barmak

In uno scenario roccioso e in parte desertico dell’Afganistan vive un ragazzo di non più di tredici anni che, avendo vissuto la guerra fin da bambino, riesce a giocare tra scheletri, cadaveri di soldati, mine, mezzi militari abbandonati, come se fosse la realtà più normale al mondo.

Questo giovane ragazzo talebano è costretto a crescere in fretta e a prendersi cura della sua comunità che vive stipata in un grande carro armato abbandonato proprio accanto alle piantagioni di oppio, l’unica fonte sicura di reddito per la sua gente.

Durante una delle sue perlustrazioni, accompagnato dal suo fedele cane, il ragazzo si imbatte in una carcassa di un elicottero e scopre due soldati americani, un ufficiale bianco e un soldato nero, apparentemente morti.

Siddiq Barmak, il regista noto per il pluripremiato film Obama, con Opium War racconta una storia di incomunicabilità tra culture diverse trasportando lo spettatore in Afganistan, una terra inospitale, quasi desertica, in cui pululano le piantagioni di oppio.

Nel film la fiction e la realtà si confondono per ottenere un risultato quasi documentaristico: la vita delle persone in Afganistan viene raccontata come una lotta per l’egemonia assoluta, uno degli istinti primordiali più forti nella natura umana. La legge del più forte predomina, l’uomo ha l’ultima parola su tutto e le donne sono sottomesse e trattate come schiave.

Opium War è un racconto duro, molto crudo sull’umanità descritta attraverso personaggi emblematici in cui anche gli ufficiali americani vengono dipinti a volte come spietati, altre come incompetenti e ridicoli; la splendida fotografia di Georgy Dzulaiev dona al film un ampio respiro e trasforma le inquadrature in quadri ricchi di phatos, carichi di colori, simboli e significati.

 

Siddiq Barmak firma un’opera sulla collisione di due civiltà profondamente differenti destinata ad una fascia ristretta di pubblico che non è in cerca di semplice intrattenimento, ma ha voglia di arricchirsi interiormente e riflettere su problematiche mondiali.