Pari opportunità, l’Italia resta indietro

Recupera terreno ma resta comunque sempre troppo indietro rispetto alle nazioni evolute: è ancora una volta pessimo il report relativo alla parità dei sessi in Italia, presentato al Forum Economico Mondiale sul Divario globale tra i sessi.

Norvegia, Finlandia e Svezia sono i Paesi con un maggior grado di uguaglianza tra i sessi, mentre Arabia Saudita, Chad e Yemen sono risultati quelli con il divario più ampio; l’Italia ha segnato un buon progresso tra il 2007 e il 2008 ma resta ancora al 67esimo posto.

Differenze di genere che si evidenziano soprattutto in termini di partecipazione alla forza lavoro e di opportunità di guadagno e a livello politico, in termini di potere.

L’Italia risulta al 67esimo posto di questa classifica, con un miglioramento di 18 posti e dati che mostrano miglioramenti significativi nella percentuale di donne tra ministri, parlamentari, dirigenti e manager.

Per quanto riguarda la classifica della "partecipazione e dell’opportunità economica" l’Italia è 85esima, 83esima per "Salute e sopravvivenza", 46esima per quanto riguarda la politica e 43esima per l’istruzione.

Oltre ai paesi nordici, Francia, Germania, Spagna, Paesi Bassi, Regno Unito, Irlanda, Lettonia e Moldova sono tutti nei primi 20 posti, insieme a stati africani come Lesotho e Mozambico; in una posizione più bassa rispetto a quella dell’Italia spiccano invece Repubblica Ceca, Romania, Grecia, Cipro, Armenia, Georgia, Malta, Albania e Turchia.

A parte le regioni nordiche, che tradizionalmente hanno un buon livello di parità dei sessi, la Nuova Zelanda si è classificata quinta, in parte anche grazie al potere politico delle donne, tra cui il primo ministro Helen Clark; le Filippine, il cui presidente è una donna, sono al sesto posto, gli Stati Uniti al 27esimo e il Canada al 31esimo.