Parlami di me, Brando De Sica racconta Christian

E’ stato presentato a Roma il primo film da regista di Brando De Sica, figlio del più famoso Christian e nipote di Vittorio.

In concorso al Festival di Roma, prodotto dalla madre di Brando, Silvia Verdone, e distribuito da Luigi e Aurelio De Laurentiis, Parlami di me segna l’esordio in regia di Brando, 25 anni.

Parlami di me racconta, sullo schermo, il musical che Christian De Sica ha portato in scena con successo e in cui il padre di Brando canta, balla, recita, e ricorda il padre Vittorio.

"Questo film ha detto qualcuno andrebbe analizzato da uno psicanalista",
dice Brando De Sica in conferenza stampa andando subito al punto per evitare polemiche e parlando subito di quello che, nel suo caso, è un fenomeno quasi scontato da citare, il nepotismo.

"Proprio per evitare queste accuse a 18 anni ho lasciato casa e me ne sono andato a Los Angeles, per imparare il mestiere che voglio fare: il regista. Comunque, trovo assurdo questo accanimento contro i figli d’arte: in America non è così, basti pensare ai Fonda, i Barrymore, i Douglas. Che dovrebbe fare lo Stato, sovvenzionare noi figli di papà perché non possiamo lavorare? Al contrario, noi più di altri possiamo renderci conto dei sacrifici e del rispetto per il lavoro che servono".

Come sul palco per il padre, anche Brando ricorda con commozione Vittorio De Sica, il nonno che non ha mai conosciuto: "sono entrato in contatto con lui vedendo i suoi film, soprattutto amo Umberto D., i panama e i Principi di Galles che ci ha lasciato. Ancora ne conservano l’energia".

Brando ha ricordato con commozione quel nonno che, confessa, "non ho mai conosciuto. Non ho avuto il nonno che si metteva sul mio letto a raccontarmi le favole. Ma per me le favole sono state vedere film come Miracolo a Milano o I bambini ci guardano".

Intanto Brando De Sica già pensa al prossimo lavoro e sta preparando, da due anni, un film sul mostro di Firenze, Pietro Pacciani, ispirato al libro di Michele Giuttari Anatomia di un’indagine: "voglio raccontare quella storia che mi ha molto impressionato più che altro per i risvolti esoterici che ci sono dietro, come la massoneria, e non tanto per la figura di Pacciani".