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15 Dec

Parnassus – L’uomo che voleva ingannare il diavolo, recensione

dgmag - 18 ottobre 2009
18 ottobre 2009
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E’ stato presentato oggi a Roma The imaginarium of Doctor Parnassus, l’ultima pellicola in cui ha recitato lo scomparso Heath Ledger, sostituito dopo la sua morte da Johnny Depp, Colin Farrell e Jude Law e diretto da Terry Gilliam.

La storia racconta del dottor Parnassus (Christopher Plummer) che ha lo straordinario dono di riuscire a realizzare i sogni del pubblico del suo piccolo spettacolo itinerante chiamato l’Imaginarium. Tutti i desideri vengono esauditi e le ambizioni realizzate grazie al magico specchio dell’Imaginarium.

Questo dono così speciale gli è stato fatto centinaia di anni fa da Mr. Nick (Tom Waits) un uomo divertente e scanzonato che  altri non è se non il Diavolo in persona e che in cambio di questo prodigioso potere chiede che, se mai avrà una figlia, Parnassus ne consegni a lui l’anima al compimento del sedicesimo anno d’età.

Siamo nella Londra dei giorni nostri e Valentina (Lily Cole), la figlia del Dr. Parnassus ha quasi 16 anni e Mr. Nick è pronto a riscuotere il premio. Naturalmente Parnassus che conosce il Diavolo come le sue tasche, è convinto di riuscire a ingannarlo coinvolgendolo in un’altra scommessa con una posta ancora più alta.  Entrambi dovranno sedurre cinque anime e portarle dalla loro parte. Il primo che raggiungerà questo obiettivo, deciderà del fato di Valentina.

Il Diavolo sembra essere in vantaggio, ma Parnassus ha un asso nella manica in Tony (Heath Ledger, Johnny Depp, Jude Law e Colin Farrell) un giovane seducente e dal passato un po’ misterioso che innamoratosi della bella Valentina sarà decisivo per riuscire a far vincere la scommessa allo scaltro Parnassus e porre rimedio una volta per tutte agli errori compiuti in passato.

Come prevedibile l’attesa era spasmodica e la quantità di gente presente moltissima, a dimostrazione che l’ultimo film di Gilliam era forse l’evento più atteso del Festival di Roma.

Le prime reazioni raccontano di una pellicola eccessiva e che fa degli eccessi il suo punto di forza, nonostante più di qualche momento in cui il troppo sia davvero insopportabile.

E’ eccessivo l’uso del colore, è eccessiva la ricerca di quella immagine perfetta che non arriva, è eccessivamente kitsch l’ambientazione e la storia; che, lo diciamo, nonostante si giochi tutta sul piano dell’immaginifico, in più di qualche momento sfugge di mano e non riesce a raccontare niente altro se non il nulla, ricordando che il cinema che racconta storie assurde deve essere consapevole di ciò che fa.

Questo perchè il regista perde la mano, si perde nei meandri della storia e probabilmente dopo la morte di Ledger la voglia di portare a termine l’opera è diventata talmente ossessionante da rendere il tutto assolutamente fuori misura.

Chi conosce Terry Gilliam conosce anche il suo modus operandi e il fatto che il disorientamento è parte delle sue pellicole; in questo caso, però, si resta più disorientati che affascinati, si resta più scossi che piacevolmente sorpresi, più agitati che realmente appagati.

Nelle sale dal 23 ottobre, distribuito da Mikado.

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