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13 Dec

Il Pesce d’aprile è finito nella Rete

2 aprile 2013
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L'1 aprile di ogni anno si moltiplicano sempre più numerosi sul web gli scherzi architettati da siti e servizi di news.

Lo stile variabile dei pesci d’aprile spazia dagli scherzi tragici a quelli demenziali; i nostri preferiti restano sicuramente quelli legati al paradosso e al senso dell’assurdo.

Ieri, l’annuncio sull’imminente chiusura di YouTube è stato visualizzato milioni di volte e vissuto da alcuni come un dramma: una vita senza YouTube. Ve la immaginate? “It’s finally time to pick the winner”… E ora che faccio, mi ridurrò forse a dover leggere libri?

E mentre su Google maps si è organizzata una caccia al tesoro per scovare i lingotti d’oro del Capitano Kidd in giro per il mondo, scrutando mappe ingiallite e curiosando per le strade effetto seppia, in Australia si è potuto agghindare la propria casa direttamente da Street view e su Twitter si è trovato l’annuncio serio sulle “vocali a pagamento”.

Ma la palma d’oro delle trovate di ieri è da assegnare al gigante di Mountain View con la versione beta di Google Olezzo (Google Nose), che ho generosamente, e in anteprima, testato per voi, risparmiandovi il piacere di annusare la lettiera del gatto o lo shampoo di vostra nonna.

Ad essere formidabile non è tanto la trovata in sé, quanto il retropensiero a essa legato che molti (ma molti) utenti creduloni avranno seguito alla lettera le indicazioni del loro motore di ricerca preferito.

Portate il vostro naso il più vicino possibile allo schermo e premete Invio” … e su Yahoo answers c’è già chi domanda: “ragazzi, a me non funziona, ma come devo fare?”.

Misurino

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