Prince of Persia, la recensione

Sono passati circa venti anni da quando il Principe Persiano creato da Jordan Mechner ha fatto la sua prima apparizione: dapprima era un biondino vestito di bianco che si muoveva in maniera fluida in tempo reale grazie alla tecnica del rotoscoping (una sorta di primitiva motion capture), attraverso scenari bidimensionali che potevano contare solo su 16 colori.

In seguito, con il passare degli anni, il Principe si è evoluto al 3D, sfoggiando puzzle più complessi e aggiornando il suo look con la scimitarra, il turbante e la tipica casacca che lasciava intravedere il suo petto steroideo super scolpito.

Prince of Persia è diventato un cult assoluto degli anni ’90, ma dato che la Ubisoft non ama dormire sugli allori, ha cercato sempre di superarsi realizzando la titanica trilogia delle "sabbie del tempo" costituita dai capitoli "Sabbie del Tempo, Spirito Guerriero e I Due Troni" sfruttando la potenza e le meraviglie del motore grafico delle console next gen.

Il 5 dicembre ha visto la luce, dopo Prince of Persia Heir Apparent, l’acclamato ultimo lavoro intitolato Prince of Persia per Xbox 360, Ps3 e Pc e questa volta il Principe sarà accompagnato dalla bellissima guerriera Elika durante la sua avventura all’insegna dell’azione, strategia e destrezza!

L’equilibrio tra tenebra e luce si è inclinato: l’oscurità ha preso il sopravvento trasformando le terre un tempo floride e ricche di vegetazione in deserti aridi e desolati. Il male ha preso forma in Ahriman, il Dio del caos, liberandosi dall’Albero della Vita, la sua prigione millenaria; le altre divinità sono cieche di fronte all’evidente sofferenza degli umani, solo il Principe errante ed Elika, principessa di una antiche stirpe guerriera, potranno far trionfare nuovamente la luce e diradare le tenebre.

Il cordone ombelicale con la precedente trilogia è reciso; in Prince of Persia è possibile ammirare un nuovo look del protagonista, una grafica fiabesca che lo rende simile ad un film di animazione in computer graphic e un gameplay unico ed adrenalinico.

Il Principe combatte, corre, si arrampica sui muri e, aiutandosi con il suo guanto metallico, può rallentare le cadute aggrappandosi alle pareti, oppure tentare di superare un ostacolo arpionando il soffitto; tutte queste azioni si svolgono sempre sotto gli occhi della bellissima Elika, dotata di poteri straordinari.

Nonostante la principessa guerriera sia un personaggio non giocante, non segue passivamente l’eroe, non è semplicemente un abbellimento scenografico, ma lei lo supporta con i suoi poteri nei momenti di maggiore difficoltà e a volte lo stesso giocatore, in alcune sessioni particolari, può controllare Elika e sfruttare le sue abilità a suo vantaggio.

"Who wants to live forever" è il titolo della canzone dei Queen che rispecchia a pieno il nuovo gameplay che adotta una scelta di campo non contemplando la morte del protagonista! Quando il Principe eseguirà salti circensi, rischiando di sprofondare in burroni senza fine, in caso di fallimento non morirà, ripartirà esattamente dal checkpoint più vicino alla sua "dipartita", evitando al giocatore di ripetere fino allo sfinimento il livello dall’inizio, ma senza intaccare in nessun modo il mordente dell’avventura.

Una storia solida e appassionante supporta il videogioco strutturato in quattro aree formate da quattro livelli; al termine di ciascun blocco si deve affrontare il boss di fine livello ( i quattro luogotenenti di Ahriman la concubina, l’alchimista, il guerriero e il cacciatore) dalle abilità uniche e spiazzanti, proprio come se si trattasse di un platform.

Oltre ai combattimenti, il Principe deve collezionare le sfere di energia chiamate Semi di Luce, indispensabili per far raggiungere ad Elika aree ritenute inaccessibili. Esplorare i livelli alla frenetica caccia di Semi di Luce, aiuta il giocatore ad immergersi in un mondo fantasy tridimensionale maniacalmente ricostruito, sperimentando una sensazione di libertà e di realismo assoluto: durante il gameplay il giocatore può controllare la telecamera e scegliere il taglio di inquadratura più interessante, ma nei combattimenti, la telecamera diventerà fissa per non creare troppa confusione e conferire un aspetto epico all’azione.

Prince of Persia è sicuramente un action imperdibile per il fan della serie, ma valutando l’eccellente gameplay, la grafica impeccabile e una trama appassionante, si candida come un prodotto che di sicuro conquisterà nuove fasce di pubblico.