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16 Dec

Questione di cuore di Francesca Archibugi, la recensione

dgmag - 17 aprile 2009
17 aprile 2009
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Possono la malattia e le preoccupazioni diventare motivo di cambiamento? La risposta non può che essere positiva, come racconta il nuovo film di Francesca Archibugi, Questione di cuore, che esce oggi in tutte le sale italiane.

Liberamente tratto da Una questione di cuore di Umberto Contarello, il nuovo film di Francesca Archibugi manda in scena Antonio Albanese, Kim Rossi Stuart, Micaela Ramazzotti e Francesca Inaudi in una storia che mischia sapientemente commedia e tragedia.

E’ uno schema narrativo vecchissimo, e per questo sempre nuovo, adoperato addirittura già nell’Iliade; Aiace ed Ettore, guerrieri di eserciti diversi, nel libro settimo si feriscono in duello e vengono ricoverati nella stessa tenda. E avviene l’incontro fra mondi inconciliabili, che la malattia e la paura della morte
rendono più disponibili e percettivi.

I cuori di Alberto (Antonio Albanese) e di Angelo (Kim Rossi Stuart) "ingrippano" nella stessa notte; così dice Angelo, giovane carrozziere di ex borgata, ex sottoproletario, un ex tutto diventato qualcosa che Alberto, sceneggiatore di successo, bravo e matto, rumoroso e squilibrato come un rinoceronte, non capisce.

Diventano amici in sala rianimazione, si legano in modo istantaneo, sorpresi loro stessi di capirsi così profondamente. Ma sono due maschi, e quindi paludano spesso le emozioni dietro lo scherno, lo scherzo. Come adolescenti al primo viaggio in tenda.

Appena fuori, la vita gli sembra talmente cambiata, sempre consapevoli come sono di ogni battito cardiaco, che diventano indispensabili l’uno all’altro. Continuare a stare insieme significa stare con l’unica persona al mondo che in quel momento ti capisce.

Alberto, che è strutturalmente un uomo solo, non riesce a dare stabilità al suo rapporto con la fidanzata Carla (Francesca Inaudi), e si installa come un paguro nella conchiglia, la casa di Angelo, lì al Pigneto, sopra la carrozzeria specializzata in auto d’epoca. Un mondo imperscrutabile, ora bellissimo, ora sinistro.

Ma in quella casa c’è una famiglia, una moglie, Rossana (Micaela Ramazzotti), attraente di suo e in più incinta, una specie di donna al quadrato; e i due figli, Perla e Airton, una adolescente furiosa e un bambino impaurito dagli eventi.

Alberto si scioglie in quella dolcezza che gli era non solo sconosciuta, ma perfino antipatica. Si crea una famiglia con due padri, con funzioni complementari: uno solido, Angelo, che manda avanti la carrozzeria, guadagna, evade e accumula, e l’altro, Alberto, che legge, scrive e sperpera, soldi e relazioni.

Ma non c’è scontro fra le loro visioni delle cose: è anzi un abbraccio che nasconde la disperazione sotto gli sghignazzi virili.

Angelo nasconde a tutti di sentirsi sempre peggio e costruisce un piano, germogliato nella paura di morire: cerca di trasferire all’amico, come eredità, come dono, come responsabilità morale, ciò che ha di più caro, Rossana, Airton e Perla.

Nonostante una locandina che fa temere il peggio e un approccio comunicativo che fa pensare di essere di fronte alla solita banalità cinematografica, Questione di cuore di Francesca Archibugi è un film solido e ben scritto, con una trama che regge dall’inizio alla fine e che non forza mai lo stato delle cose.

Si sorride, si ride, ci si commuove e ci si emoziona: proprio come nella vita. E scusate se tutto questo a qualcuno può sembrare poco.

Questione di cuore, il trailer:

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