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20 May

Riciclo plastica: le casalinghe italiane le più virtuose

dgmag - 27 ottobre 2009
27 ottobre 2009
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E’ la casalinga quella che ha maggiore consapevolezza che la plastica può essere riutilizzata completamente e lo dimostra anche con i fatti. Le massaie infatti battono, nell’ordine, impiegati e liberi professionisti. Ma soprattutto studenti.

È quanto emerge dalla ricerca Sai dove finisce la plastica? realizzata dall’Istituto per la Promozione delle Plastiche da Riciclo, (IPPR) intervistando 1.000 persone (uomini e donne) di età compresa tra i 16 e i 60 anni.

Alla domanda: “Sai che la plastica riciclata può essere riutilizzata anche al 100%”? l’82% delle casalinghe risponde affermativamente. Ultimi della classe gli studenti, con appena il 51% di loro consapevoli di quanto la plastica sia reimpiegabile.

Rispetto poi alla media nazionale, che si attesta al 75%, risulta, inoltre, che le donne sono più attive sia nel riciclaggio sia nell’essere più informate per quanto riguarda il post riciclo.

La popolazione italiana appare, nel complesso, piuttosto virtuosa perché circa l’85% dichiara di fare la raccolta differenziata, ma il primo dato della ricerca è inequivocabile: gli italiani incespicano un po’ sugli oggetti che si possono realizzare con plastica riciclata.

Nelle domande sono in pochi a sapere dell’esistenza di una vastità di oggetti creati proprio a partire dal riciclo delle plastiche. I dati raccolti, inoltre, dimostrano come non sempre i “ri-prodotti” noti ai più siano quelli più diffusi sul mercato. Dagli oggetti di design ai maglioni in pile, dai carrelli per la spesa ai giochi da giardino: questi sono solamente alcuni dei prodotti che vengono realizzati grazie al reimpiego della plastica.

Appena il 46% degli intervistati conosce gli occhiali in plastica riciclata, così come solo il 43% sa che esistono tessuti, come ad esempio il pile, completamente realizzati a partire dal riciclo delle classiche bottiglie in PET.

Solamente il 31%, poi, è al corrente dell’utilizzo dei polimeri riciclati per realizzare pavimentazioni. Altre curiosità: gli oggetti più indicati sono stati, nell’ordine, i flaconi (75%), le sedie (74%) e i giochi da giardino (70%).

Vera e propria chicca è la classifica riguardante le professioni che hanno la maggior consapevolezza della seconda vita della plastica. Le casalinghe, con l’82%, conquistano il primo posto in ex aequo con gli impiegati. Al terzo posto, i liberi professionisti con l’80%, mentre la categoria “altro” si attesta al quarto posto con il 79%. Ultimi appunto gli studenti di cui appena il 51% sa della possibilità di reimpiegare al 100% la plastica.

Altro dato su cui riflettere è la conoscenza che si ha dei ri-prodotti. Le massaie, nonostante siano le più propense a riciclare, probabilmente perché più attive nella vita della casa, sanno molto poco degli oggetti che si possono creare con la plastica riciclata, a differenza degli studenti, bistrattati dalla classifica generale ma capaci di rifarsi proprio su quest’ultimo dato. Insieme agli impiegati, sono gli unici ad avere una competenza più omogenea sui prodotti realizzati con la plastica da riciclo.

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