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Ricky – Una storia d’amore e libertà, recensione

dgmag - 6 ottobre 2009
6 ottobre 2009
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Arriverà nei cinema il 9 ottobre il nuovo e attesissimo film di François Ozon, Ricky – Una storia d’amore e libertà.

Divisa tra la figlia Lisa e il lavoro in fabbrica, la vita di Katie (Alexandra Lamy) cambia all’improvviso quando conosce Paco (Sergi Lopez), un collega con cui inizia una relazione piena di passione.

Il frutto del loro amore, Ricky, è un bambino con un dono inaspettato: due piccole ali, che crescono giorno dopo giorno.

Dopo lo sconcerto iniziale, Katie prova a nascondere al mondo questo segreto prezioso ma le cose si complicano quando la storia finisce in mano ai media: sarà il momento di dimostrare il proprio amore regalando al figlio la libertà.

Dai produttori de Il favoloso mondo di Amélie, una favola originale e appassionante firmata dal regista che ha saputo incantare critica e pubblico con 8 donne e un mistero, Sotto la sabbia e Angel.

"Inquadro un evento straordinario che cambia la famiglia, arricchendola: è l’immaginazione che ci fa sopravvivere", ha dichiarato il regista in conferenza stampa.

"Quello che volevo mostrare è che l’arrivo di un bambino in una famiglia non è sempre e solo un avvenimento felice. Nel racconto da cui è tratto il film Moth, di Rose Tremain, il bambino nasce subito con le ali. Qui abbiamo voluto mostrare anche il lato raccapricciane: appena spuntano le ali di Ricky sembrano due ali di pollo. Ma volevo far vedere come per una mamma il suo bambino è sempre il più bello", ha aggiunto Ozon.

"Viviamo in una società che idealizza troppo la maternità"
, ha continuato. "Volevo mostrare che ci sono le difficoltà. Una madre deve imparare a gestire i cambiamenti nella sua vita sessuale, a gestire il nuovo arrivato in famiglia. E anche a lasciare andare un figlio, una cosa che non è mai facile"

Aggiungendo che il film "cerca di non spiegare troppo, perchè il pubblico stesso possa riempire i buchi neri e diventare a sua volta regista: potremmo dire che esistono tanti Ricky, tante possibili interpretazioni quanti sono gli spettatori: prospettiva religiosa o marxista, dipende dalla vostra educazione".

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